Il caso giudiziario che vedeva protagonista Salvatore Burrafato si è chiuso oggi con l’applicazione di una sanzione pecuniaria quale sostituzione della pena di mesi sei di reclusione.

Nell’udienza preliminare che si è tenuta questa mattina, il pubblico ministero – anche prendendo atto delle plurime attività difensive depositate, nei mesi scorsi, dai legali di Burrafato – ha espresso il proprio consenso alla richiesta di applicazione della pena su richiesta delle parti, riformulando le contestazioni formulate originariamente dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese.

E quindi di fatto si è conclusa la vicenda che ha visto imputato l’ex sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato per il delitto di peculato, di falso, truffa aggravata ed abuso in atto di ufficio, per i quali il Gip di Termini Imerese, Michele Guarnotta, gli aveva applicato la misura cautelare dell’obbligo di firma.

Ebbene l’iniziale ipotesi accusatoria per il reato di peculato per il reiterato utilizzo della vettura comunale a scopi personali, punito con la reclusione da quattro anni a dieci anni, è stata derubricata nella più lieve ipotesi di peculato d’uso, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Ciò a seguito delle indagini difensive e di tre perizie espletate dalla difesa di Burrafato, rappresentata dagli avvocati Francesco Paolo Sanfilippo e Lillo Fiorello, nel corso del procedimento penale.

In particolare i difensori, con due sofisticate perizie informatiche, sono riusciti a ricostruire gli episodi di peculato contestati a Burrafato.

Con una prima perizia effettuata tramite l’esame dell’agenda elettronica dell’ex primo cittadino collegata a Google Mondiale (e quindi con tracce indelebili) incrociata con i sistemi di gmail e dei social in uso al sindaco e con il Gps installato dalla Polizia sulla vettura, hanno dimostrato che la maggior parte degli episodi di utilizzo a titolo personale dell’autovettura erano in realtà inseriti in deviazioni di percorsi istituzionali.

Con una seconda perizia contabile, che ha stimati i Km percorsi e l’usura del veicolo, hanno dimostrato che il danno arrecato per queste deviazioni era in realtà di modesto valore.

Con ulteriore perizia informatica, effettuata attraverso l’analisi del GPS installato sull’autovettura in uso al Sindaco, è stato dimostrato che tutte le sere e nei giorni festivi l’autovettura di servizio veniva posteggiata all’interno del parcheggio comunale, e quindi veniva restituita tornando così nella disponibilità dell’Ente.

Tutti i nuovi elementi difensivi addotti dalla difesa hanno spinto la Procura della Repubblica a prestare il consenso alla derubricazione del reato più grave di peculato in quello più lieve di peculato d’uso, consentendo così un patteggiamento della pena a 6 mesi, commutata in sanzione pecuniaria.

Il GUP ha così accolto, nell’udienza di stamani, l’istanza di patteggiamento ed ha concesso al Burrafato le circostanze attenuanti generiche e quella del risarcimento dei danni.