I parlamentari rieletti dopo Cuffaro

Pensioni all'Ars, i deputati riscattano i contributi

palazzonormanni

19 dicembre 2011 -  La notizia direbbe qualcuno non è notizia. Perché, come sostengono in coro, Salvino Caputo deputato regionale del Pdl e Baldo Gucciardi, deputato questore dell’Ars dalle fila del Pd, la legge lo consente e nulla hanno fatto all’assemblea regionale siciliana se non ricorrere alle norme già previste. La questione è la seguente: il 26 gennaio del 2008, il governatore Totò Cuffaro, dopo la condanna in secondo grado per la nota inchiesta che lo ha portato a Rebibbia, ma soprattutto dopo lo “scandalo” dei cannoli, si dimette. Lo fa qualche mese prima del raggiungimento dei benedetti  30 mesi, due anni e mezzo, che consentono ai deputati regionali di maturare la pensione. I componenti della legislatura cuffariana, insomma, non possono accedere ai benefici – meglio dire privilegi – consentiti alla casta dei politici che prima e sicuramente più di altri possono godere dei frutti del proprio lavoro.

Ma nessuno si scaldi, la soluzione c’è. Ed è a portata di mano: l’ufficio di presidenza dell’Ars prontamente conteggia la parte di contributi che i deputati devono versare per recuperare quel periodo di “vacanza” che gli ha impedito di  godere “naturalmente” dei versamenti contributivi pensionistici. Il risultato è presto detto: “Io pago all’incirca 1400 euro al mese detratti dal mio compenso di parlamentare per recuperare quelle mensilità non versate”, dice Salvino Caputo. Identiche le parole di Baldo Gucciardi che ci tiene inoltre a precisare: “Nulla di irregolare, lo prevede la legge. E d’altronde, al contrario che nel resto del paese, l’Ars aveva riformato gli aspetti pensionistici dei deputati già nel 2000 e mercoledì prossimo, inoltre, recepiremo le norme già approvate da Camera e Senato per il passaggio dal retributivo al contributivo”.


Ineccepibile dal punto di vista formale. Il tema è un altro: in tempi di vacche magrissime, come quelli che stiamo vivendo, in momenti in cui il sacrificio più pesante ed oneroso viene richiesto ai cittadini pensionati perché “stringano un patto generazionale” per consentire un futuro ai nostri giovani, in questi momenti, dunque, era il caso di ricorrere a questo escamotage tecnico che seppur regolare produrrà degli effetti economici sulle casse pubbliche?

Per chi non lo avesse capito: recuperare i quasi tre anni di contributi non ottenuti dalla legislatura del dimissionario Cuffaro, consentirà ai deputati rieletti (e solo a quelli assicurano dall’Ars smentendo qualsiasi voce riguardo un provvedimento ad hoc per i deputati non rieletti nella legislatura successiva) di ottenere la pensione pur non avendo completato la legislatura.

E se è vero che dalle tasche dei deputati per il “riscatto” dei contributi vengono mensilmente detratti circa 1400 euro il tornaconto è di ben altra entità: 5.000 euro di pensione per aver svolto una legislatura (cinque anni di mandato), 8.000 euro per due mandati (dieci anni di incarico parlamentare), 15.000 per tre legislature. In questo modo chi è stato rieletto nel 2008 ma che non aveva concluso la precedente legislatura non dovrà necessariamente ripresentarsi al voto per maturare due legislature e la relativa retribuzione. Ma riscatterà semplicemente la parte restante. Legittimo e regolare. Forse solo non opportuno.

3 commenti a "Pensioni all’Ars, i deputati
riscattano i contributi
"

  • germomania scrive: 20 dicembre 2011 14:00

    come l’avvocato antonietta alongi cassazionista perchè aveva parenti in politica ars? bella giustizia , e poi non è nemmeno un grande3 avvocato?

  • germomania scrive: 20 dicembre 2011 14:02

    bella questa giustizia ad un senso solo pdl?

  • germomania scrive: 20 dicembre 2011 14:03

    che schifo!

Lascia un commento


Le notizie di oggi

serverstudio web marketing e design