Approvato lo strumento urbanistico. E scoppiano le polemiche

Piano regolatore del Porto Tutto in mano all'Authority

Cala

25 novembre 2011 -  Tre anni per approvarlo, un giorno per ‘denunciarlo’. Dopo 57 anni Palermo avrà un nuovo piano regolatore portuale la cui approvazione, ieri in consiglio comunale, ha suscitato numerose polemiche. Quasi mezzo miliardo di euro è la cifra che l’Autorità Portuale potrebbe ‘sganciare’ attraverso la realizzazione di opere e ammodernamenti della zona che va dalla ‘Cala’ (nella foto) all’Arenella e previsti nel nuovo Prg del Porto.

Il piano è stato votato ieri notte da quasi tutti i consiglieri comunali ad eccezione di Ninni Terminelli (Pd), Vincenzo Tatania (Pd), Nadia Spallitta (Sel), Antonella Monastra (Un’Altra Storia), Alberto Mangano (Gruppo Misto) e di 4 astenuti del Pd, Rosario Filoramo, Maurizio Pellegrino, Salvatore Alotta, Salvatore Furceri. ”Sostanzialmente il consiglio comunale – dice il consigliere Nadia Spallita – su proposta dell’amministrazione, senza un’adeguata motivazione, ha di fatto ceduto ad un altro ente senza averne alcun vantaggio economico interi tratti della fascia costiera, con ciò arrecando, a mio avviso, un danno all’Erario pubblico sotto numerosi profili. Ricomprendere i tre porti all’interno della perimetrazione dell’Ente Porto, implica infatti che sarà l’Autorità Portuale a ricavarne tutte le possibili entrate, ivi compresi i finanziamenti europei specificamente previsti per questa tipologia di porti. Inoltre, i cittadini saranno probabilmente privati della possibilità di fruire di parti del territorio, storicamente del Comune, – concludere Spallitta – caratterizzate da valenze ambientali e paesaggistiche, che i progetti dell’Autorità Portuale sono destinati a stravolgere”.


Anche il consigliere Monastra è sulla stessa lunghezza d’onda della collega: ” in questo modo Cammarata ha tentato di usare il piano regolatore del porto per interessi particolaristici, non obiettando mai nulla in tutti questi anni sulla progressiva ingerenza dell’autorità portuale nella gestione di zone chiave della città. Con la delibera votata ieri in aula – conclude la Monastra – l’Amministrazione comunale ha ceduto inoltre sue fondamentali competenze in materia urbanistica, in pratica dando vita ad un intesa a senso unico, cioè senza una reale concertazione nell’interesse della città”.

Secche le parole del piddiino Rosario Filoramo, che si è astenuto dal voto: “Non ritengo utile ed indispensabile questo piano regolatore perché non serve al rilancio e allo sviluppo della nostra città”.

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