“Se tutto va come spero mercoledì si troverà l’accordo per dare alla Sicilia 1 miliardo e 400 milioni stabilmente ogni anno, risorse certe che poi la Sicilia deciderà come spendere. Questo salverà anche i precari.M Non sarà una stabilizzazione nel senso giuridico del termine ma essendo le risorse ormai certe, non dovranno più inseguire proroghe”.

E’ ottimista il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone. Comparso (si fa per dire) poco prima di mezzogiorno al banchetto del Pd di via Principe di Belmonte, Faraone si intrattiene volentieri con i giornalisti e affronta il tema Sicilia.

Per chiudere il bilancio della Regione per il 2016 la Sicilia chiede 1,4 miliari allo stato. Lunedì ci sarà l’ennesimo incontro tecnico e i segnali fino ad ora non sono stati positivi “Mercoledì ci sarà l’incontro (politico ndr) decisivo e conto che sia quello conclusivo – dice faraone – stiamo facendo un grande lavoro, una operazione verità sui conti della Regione che non ha fatto mai nessuno. Non si tratta di dare alla Sicilia le risorse per il 2016. Bisogna uscire da questa situazione. Lo scorso anno si sono dovuti usare impropriamente i fondi per lo sviluppo. Questo non è più possibile. Stiamo trattando una nuova attribuzione stabile che trasferisca all’isola risorse certe annuali in modo da mettere in piedi un bilancio che poi cammini sulle proprie gambe e che permetta ai siciliani di fare le proprie scelte per la Regione”.

Faraone ma cosa succede con i precari? La sua proposta è stata dichiarata inammissibile e poi è scoppiata una polemica senza fine anche se l’emendamento viene ora riproposto

“Sono convinto che quella dell’agenzia è una buona proposta e sarà utile per rendere i precari siciliani, che sono 24 mila, più produttivi per l’isola e per la gente. La stabilizzazione sarà nei fatti. Trasferendo alla Sicilia risorse certe che comprendono anche questi fondi, non bisognerà più inseguire le proroghe. Quindi il passaggio successivo è lavorare sulla produttività e utilità.Stiamo lavorando all’idea dell’agenzia. se ci riusciamo la faremo in questa legge di stabilità, altrimenti nella prossima. La stiamo valutando con il Ministero dell’economia”.

Ma Faraone se la prende anche con tutti quelli che fanno polemiche all’intero e all’esterno della maggioranza “La dobbiamo finire con le polemiche inutili. leggo di tutto. ad esempio dobbiamo finirla con questo sicilianismo d’accatto portato avanti da chi è stato assessore, consulente dei governo di centro destra e così via. Questi personaggi sono parte e causa del male. C’è un confronto Stato – regione che è giusto. chi pensa oggi di usare il sicilianismo per difendere privilegi sbaglia. o sentito pure il presidente dell’Ars parlare di vampiri e vampirismo. io credo che siamo, invece, sulla strada giusta e il rapporto Palermo-Roma sia un rapporto importante e che può portare benefici alla Sicilia. Lo scontro non serve a nessuno, solo a chi vuole difendere i privilegi. Ci sono dirigenti trasversali ai partiti che puntano solo a questo”.

Sulle polemiche interne al partito e sulla nomina del capogruppo “Sono polemiche di chi non si rassegna a capire che non si tratta di Alice Anselmo po di Luca Sammartino. Non si tratta di persone che hanno cambiato casacca. E’ il Pd che ha cambiato pelle. Oggi è un partito al 40%, non si può pensare che chi rappresenta quasi la metà del Paese possa stare a guardare il pedigree dei comunisti e dica tutti gli altri fuori? Sarebbe paradossale. Noi dobbiamo accogliere chi oggi si trova bene nel Pd e ci si riconosce, nel nuovo Pd. Si rassegnino gli iettatori siculi al fatto che il Pd è un partito nuovo in cui possono trovare casa tutti quelli che prima potevano trovare casa nei contenitorini centristi.  Il pd oggi è un partito moderato che ha le anime di sinistra e di centro”.

E, infine, Faraone ne ha anche per orlando, appena auto ricandidatosi sindaco di Palermo “E’ rimasto ancorato alla preistoria, sia rispetto agli
uomini che lo sostengono sia rispetto alle idee su come si governa una città. E’ necessario avviare un percorso di profonda  innovazione mentre lui ha deciso di avviare un suo percorso isolato sganciato dal mondo”.

“Questa esperienza per cui si amministra la città di Palermo senza un progetto – ha aggiunto – senza una prospettiva non porta a nulla. Orlando si professa di centro sinistra, allora lo dimostri, invece di muoversi in un campo isolazionista”