Ci sono luoghi che raccontano storie che non possono essere dimenticate o sminuite. E a quelle storie dobbiamo rispetto assoluto, per quello che rappresentano, senza eccezione alcuna.

Sta suscitando, e non potrebbe essere altrimenti, grande indignazione la notizia che centinaia di ragazzini potrebbero riversarsi sul luogo della Strage di Capaci per giocare. Avete capito bene, non per commemorare ma per giocare: nella fattispecie andare a caccia dei Pokémon, il videogioco diventato una vera e propria mania.

Uno dei momenti chiave del gioco è quello dei combattimenti in palestre virtuali che però, anche in questo caso, sono state dislocate in zone che esistono davvero. Queste aree sono state individuate dall’azienda produttrice, la Niantic, e consentono ai giocatori di sfidarsi loro. Una di queste palestre è stata scoperta di recente a ridosso della stele che sull’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo.

Il caso è destinato a scatenare l’ennesima polemica. Come quella scoppiata in Germania dopo la scoperta di alcuni pokemon nell’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz. In quel caso i vertici del museo chiesero subito di sopprimere la geolocalizzazione del lager (cioè il servizio che consente di trovare i pokemon tramite il gps del telefonino). E richieste simili sono arrivate da altri memoriali come Ground Zero a New York.

Come riporta il Giornale di Sicilia, il primo a segnalare la scoperta è stato il giornalista palermitano William Anselmo: “Si fa virtualmente una guerra, anche se per gioco, proprio sopra un luogo della memoria. Oltre alla pericolosità della posizione – dice – mi sembra poco rispettoso”. Per ‘combattere’ infatti bisogna recarsi fisicamente sul posto che il gioco riconosce come una «palestra». Armati del proprio telefonino si potrà sfidare il giocatore che almeno una volta è stato nello stesso posto riuscendo a vincere, divenendo il campione in carica di quella palestra.

Il gioco dei Pokémon Go sta però sfuggendo di mano a molti. In decine di Paesi sono stati segnalati innumerevoli incidenti d’auto a causa di distrazioni legate proprio all’utilizzo del telefono per dare la caccia ai pokémon e molti musei e siti culturali hanno chiesto espressamente di essere esclusi dal gioco.