Oggi la revoca in consiglio comunale
Porticcioli turistici di Palermo
Il Comune frena l’Autorità portuale

Il consiglio comunale di Palermo, quello della precedente legislatura, si riunisce oggi. Tema caldo all’ordine del giorno è la convenzione siglata fra l’Autorità portuale e il comune ratificata dal vecchio consiglio e che aveva scatenato le polemiche per la “cessione” di ampie aree portuali di pertinenza comunale fra i beni disponibili dell’ente statale diretto da Nino Bevilacqua.
Lo scorso 13 giugno, la convenzione è ritornata d’attualità dato che in consiglio comunale è arrivata la lettera del sindaco Leoluca Orlando – che sul tema si era speso anche in campagna elettorale cogliendo nel segno le osservazioni e la battaglia in consiglio rilanciata dal consigliere dell’Idv Totò Orlando – in cui si chiede la revoca della convenzione. A favore della proposta del sindaco si sono espresse anche le commissioni competenti, la I° Affari Generali che si è espressa a maggioranza, la II° Attività produttive all’unanimità, mentre la commissione Urbanistica, quella guidata da Nadia Spallitta (assente insieme al capogruppo del Pdl Giulio Tantillo), i cinque consiglieri presenti si sono astenuti di fatto decretando il parere contrario alla revoca. Il nodo della questione riguarda la perimetrazione dell’area portuale di pertinenza del comune ceduta all’Authority: il consigliere Totò Orlando, primo degli eletti di Idv anche nel consiglio che sta per insediarsi, aveva rimarcato come “non risulta alcuna espressa rinuncia deliberata formalmente dai competenti organi del comune di Palermo” alla titolarità delle aree, ovvero i porti di S. Erasmo, Arenella (nella foto) e Acquasanta
Sulla circoscrizione marittima di Palermo e sulla titolarità delle competenze, le carte si sprecano in là nel tempo: oltre a quelle che si stanno scrivendo in Tribunale – con una inchiesta in corso – c’è la corrispondenza col Quirinale e con i ministeri delle Infrastrutture e dei lavori Pubblici, e una interpellanza firmata dallo stesso Leoluca Orlando nelle funzioni di deputato nazionale, l’1 agosto del 2007 in cui si riassume la vicenda. Nel 2007, nell’interpellanza, Orlando chiedeva al ministro delle Infrastrutture se non ritenesse “di dover procedere in autotutela al ritiro del decreto del 22 novembre 2005 di individuazione dei limiti della circoscrizione dell’Autorità Portuale di Palermo, essendo stato tale decreto adottato in contrasto con quanto disposto in sede di ricorso straordinario”.



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