“Una norma sganciata dalla Finanziaria 2017 che consenta le proroghe immediate dei contratti e definisca il processo di stabilizzazione, senza che il futuro di questi lavoratori che garantiscono servizi essenziali nella pubblica amministrazione, resti impigliato nel gioco dei partiti, del bilancio, dell’esercizio provvisorio”.

Lo chiedono le federazioni del lavoro pubblico di Cgil, Cisl e Uil. Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che intervengono così sulla vicenda dei precari, dopo lo stop del processo avviato fra Roma e Palermo che prevedeva un emendamento alla legge di stabilità nazionale e una norma da varare all’Ars per arrivare entro due anni alla stabilizzazione.

La nota unitaria è firmata dai segretari regionali di Fp Cgil, Claudio Di Marco e Enzo Abbinanti; Cisl Fp, Gigi Caracausi e Paolo Montera. E Uil Fpl, Enzo Tango e Luca Crimi. E anche le tre federazioni, assieme, chiedono “un incontro urgente al presidente della Regione Rosario Crocetta e all’assessore alla Funzione pubblica, Luisa Lantieri”.

“Il destino dei 20 mila precari siciliani non può finire sepolto sotto le macerie politiche del post-referendum. Sarebbe il caso che il Governo regionale convocasse urgentemente il sindacato”. Così Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia, intervenendo sulla vicenda dei 20 mila precari della pubblica amministrazione in Sicilia.

“Né lo scenario politico nazionale né il teatrino della politica – sono parole di Milazzo – possono ipotecare il futuro di lavoratori ai quali le istituzioni devono, non più proroghe, ma stabilizzazione a tempo indeterminato del rapporto contrattuale”.

E il governo regionale non può uscirsene con “facili dichiarazione contro la macelleria sociale”. Ha il dovere di indicare una soluzione concreta. Per questo a Crocetta chiediamo di incontrarci, “sul punto e anche sugli altri grandi temi aperti: dalla sanità alla Province alla formazione ai rifiuti”.

I segretari regionali del sindacato Csa, Giuseppe Badagliacca e Nicolò Scaglione, si rivolgono invece direttamente al Quirinale: “I precari siciliani possono sperare solo nel presidente Sergio Mattarella. Ormai siamo nella palude dell’immobilismo più assoluto. Dopo il referendum si registra una fase di incertezza totale, con la prospettiva di un futuro negato per sempre a 20 mila lavoratori a tempo determinato in servizio presso le pubbliche amministrazioni della Sicilia”.

“Con le dimissioni del Governo Nazionale, – aggiungono Badagliacca e Scaglione – viene meno la possibilità della tanto auspicata sinergia di intenti nel trovare una fuoriuscita ai lavoratori precari, adesso il Csa fa appello al Governo Crocetta e all’Ars affinché in assoluta emergenza si attivino per trovare una soluzione entro il 31 dicembre ’16 per scongiurare il peggio! 20 mila famiglie che “sopravvivono” con questo reddito e che garantiscono servizi essenziali alla cittadinanza. Per questo abbiamo chiesto un incontro al Presidente Crocetta e l’Assessore Regionale alle Autonomie Locali Lantieri affinché possano individuare una soluzione entro il 31 dicembre, data quest’ultima non più derogabile”.