Sessantaquattro comuni individuati appartenenti alle province di Caltanissetta, Enna, Agrigento e Palermo per un’estensione geografica pari ad oltre il 60% dell’intero territorio regionale.

È stato presentato stamane, presso la sala stampa della Presidenza della Regione Siciliana, il progetto di sviluppo integrato del centro Sicilia.

Un’iniziativa nata dalla constatazione dello scarso utilizzo delle potenzialità dei comuni dell’entroterra siciliano rispetto alle località situate sulla costa marittima, maggiormente avvantaggiate in termini di attrattività turistica.

Soggetto promotore del protocollo d’intesa, è Opportunità e Sviluppo, associazione culturale impegnata nello sviluppo territoriale. Obiettivo del network appena costituito è quello di formulare un’azione strategica che sia la medesima per tutta la rete territoriale individuata, al fine di programmare una crescita socio-economica sostenibile e condivisa nell’area del centro Sicilia.

La rete, aperta alla partecipazione di soggetti pubblici e privati, è finalizzata alla promozione di politiche di sviluppo che che valorizzino le specificità locali accrescendo nel contempo le potenzialità di ogni territorio e definendo un percorso di crescita sinergico.

“Si tratta di un’aggregazione ampia che riguarda territori con le medesime caratteristiche, economie e necessità – dichiara l’avv. Francesco Nicoletti, presidente di Opportunità e Sviluppo – . Un vero salto di qualità perché stando insieme si vince ed è necessario creare forme di contrattazione diretta in materia di finanziamenti comunitari, europei e nazionali. Solo creando “rete” e “sistema” si può ottenere un maggiore grado di rappresentatività”.

I comuni invitati a sottoscrivere il protocollo d’intesa avranno tempo sino al 30 aprile per confermare la propria partecipazione, intanto sono circa trenta le amministrazioni comunali che hanno già aderito.

“È un momento costituente, perché in un drammatico contesto di crisi economica mondiale – dice Giuseppe De Sanctis, esperto in programmazione comunitaria e strategica presso la Presidenza della Regione Siciliana – lo sviluppo può essere prodotto solo dai singoli attori privati e pubblici. Il network dei territori è un tentativo ambizioso ma che deve essere fatto per aiutare i comuni a “non morire” ed i sindaci a lavorare insieme in un’alleanza tra amministratori locali che permetterà anche l’aggregazione di artigiani, operatori turistici, piccole società, Srl, etc. L’idea di fondo è quella di ottenere una forza d’urto in grado di interloquire con tutti gli apparati regionali, nazionali e europei in modo che questo territorio conti.

A livello di politica di sviluppo locale – continua De Sanctis – in Sicilia c’è poco e c’e ritardo. Fondamentale è adesso disporre di un “corpo centrale” della Sicilia, intelligente, serio, unito, aldilà degli schieramenti politici in modo da aprire una trattativa interna al sistema regionale che possa far confluire sulle politiche di sviluppo circa 1 miliardo già previste nel programma operativo regionale 2007-2013. L’intenzione condivisa è quella di non mollare, rilanciando un ciclo lungo di politiche di sviluppo locale che punta su professionisti di nuova generazione”.

Tra i partecipanti alla presentazione, anche l’avvocato Francesco Attaguile, dirigente del Dipartimento degli Affari Extraregionali, che ha offerto la collaborazione al progetto della struttura che dirige, sottolineando l’importanza del metodo di partecipazione dal basso proprio di Opportunità e Sviluppo e indicando come percorso ideale da seguire il partenariato con le altre regioni.

Il prof. Umberto La Commare, unitamente al dott. De Sanctis, ha voluto porre l’accento sulla necessità di sostenere l’imprenditoria giovanile, da rilanciare unitamente agli investimenti sulla formazione e sulla ricerca.

Un’opportunità intraprendente che attraverso la sinergica collaborazione di operatori economici e sociali punta a riqualificare il territorio investendo innanzitutto sul turismo relazionale o “di accoglienza” che valorizzi le piccole e spesso poco conosciute strutture ricettive dell’entroterra siciliano.

“Il turismo relazionale è il futuro della nostra regione – sostiene Leonardo Urbani, professore dell’Università di Palermo ed urbanista – . Bisogna comprendere – puntualizza – che turismo, agricoltura e beni culturali sono 3 ambiti da integrare”.

Punto di partenza di quanto detto è il concetto di “piazze telematiche”, uno dei capisaldi del protocollo. In altre parole, si tratterebbe di una condivisione e diffusione capillare delle informazioni inerenti uno specifico territorio al fine di individuarne i punti di forza in grado di richiamare attenzione e turisti. Come nel caso della provincia agrigentina, dove è in fase di costituzione una piazza telematica che trova il proprio zoccolo duro in quattro grandi letterati, ovvero Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. Dalle piazze telematiche si passerà poi a quelle reali, attivando un circolo virtuoso in cui tutti i soggetti coinvolti, come gli spazi espositivi e le strutture ricettive, siano attori e soggetti finali dell’operazione.

“Quanto fatto è frutto della buona volontà di chi non vuole rassegnarsi alla decadenza del nostro territorio e della nostra civiltà”, sostiene il docente universitario Carlo Sorci, che rivolge un augurio di progresso proprio alle nuove generazioni ed alla capacità, in tempi di tanto diffuso precariato, di creare forme di lavoro autonomo divenendo, in un qualche modo, artefici del proprio destino e propagatori della creatività che caratterizza le professioni del domani.

“Emigrare vuol dire perdere la speranza di poter sviluppare qualcosa nella propria terra. Il peggior fattore di sottosviluppo è l’emigrazione – puntualizza – che esiste dove non c’è speranza, quella stessa forza che si fonda su due presupposti, la capacità di cavarsela da soli e la semplificazione che, necessariamente, dovrà diventare l’obiettivo del mondo burocratico”.