russo: "moltiplicato il numero dei siciliani vaccinati"

Prevenzione e salute, presentata la prima mappa regionale dei vaccini

vaccinazione

28 febbraio 2012 -  I risultati raggiunti sono ottimi, ma si può fare di meglio. Perché l’importanza delle vaccinazioni nel prevenire malattie infettive e patologie, talvolta letali, è stata nel corso degli anni adeguatamente recepita dalla popolazione, ma c’è ancora qualche resistenza.

E’ quanto emerso dalla presentazione della prima mappa regionale dei vaccini, tenutasi stamattina a Palermo, presso la sede dell’Assessorate regionale della Salute. L’offerta vaccinale della nostra regione è pienamente definibile all’avanguardia, orientata verso sempre più capillari modalità di prevenzione. Entro la fine dell’anno inoltre, dovrebbero venire introdotti altri due vaccini importanti, contro il rotavirus - colpevole di pesanti infezioni intestinali contratte soprattutto a seguito di un’ospedalizzazione – ed il meningococco di tipo B, una delle cause principali di meningite batterica in tutto il mondo.


Il nuovo calendario vaccinale, redatto alla fine del 2010 (l’ultimo risaliva al 2003), si è arricchito di due vaccinazioni, quella contro lo pneumococco 13 valente e quello anti-meningococco. I risultati sono stati immediati: considerando i dati relativi al primo vaccino citato, si è riscontrata, nel 2011 una somministrazione di quasi 178 mila dosi a fronte della 29 mila dell’anno precedente.

I numeri relativi all’immunizzazione attiva – principale strumento per il controllo e l’eliminazione delle malattie infettive – sono in salita, ma ancora tanto c’è da fare, soprattutto alla luce delle opportunità offerte dal nuovo Piano sanitario nazionale, consistente in 180 milioni di euro per vaccini. Alla Sicilia toccherebbero intorno ai 15 milioni che andrebbero a compensare il costo dei vaccini di nuova introduzione.

Massimo Russo, assessore regionale alla Salute dichiara: “Questo piano vaccinale, apprezzato a livello internazionale per la sua completezza, conferma la nostra volontà di investire sulla prevenzione e di incidere sull’educazione alla salute dei cittadini.
In appena un anno si è moltiplicato il numero di siciliani sottoposti alla vaccinazione con immediati e tangibili benefici per il sistema sanitario regionale: non è un caso che, nonostante il diffondersi del virus influenzale, non ci sia stata alcuna emergenza sanitaria, soprattutto all’ospedale dei Bambini di Palermo dove tradizionalmente si verificava il fenomeno dei troppi ricoveri in corsia per mancanza di posti letto”.

Dall’Assessorato regionale alla Salute però, viene puntualizzato un dato da non sottovalutare: manca un’uniformità di riscontro vaccinale su tutto il territorio regionale. Se paragonati tra province, i dati relativi alla profilassi risultano fortemente disomogenei.

Per esempio, dalla mappa presentata, emerge che per morbillo, parotite e rosolia, a fine 2011 la vaccinazione ha raggiunto a Ragusa il 93,5% della popolazione vaccinabile, mentre a Messina solo il 78,2%, un dato molto più basso del valore atteso del 95%.

Lo stesso avviene in merito alla vaccinazione contro la varicella: la provincia più virtuosa risulta essere Ragusa, con il 93,5% di dosi iniettate.
Esistono, in altre parole, patologie rispetto alle quali la popolazione tende a minimizzare, con conseguenti comportamenti negativi in merito alle modalità di profilassi. E’ il caso della vaccinazione anti-Papilloma Virus Umano (HPV), che riscontra ancora bassa adesione, sebbene sia stato rilevato che ceppi dell’HPV vengano riscontrati nel 99,7% dei casi di cancro al collo dell’utero.

Il ciclo di vaccinazione consistente in tre dosi (la seconda a due mesi dalla prima, e la terza a sei mesi) spesso non viene portato a termine, vanificando del tutto l’effetto immunizzante.
Criticità emergono anche in merito alle modalità operative di molte Asp siciliane. In non poche di queste strutture, il personale preposto alla vaccinazione è in numero assai limitato, per cui non sono infrequenti casi di turni di vaccinazioni “saltati” perché in ambulatorio non c’è nessuno, magari a causa di un’assenza dovuta a ferie o malattia.

Sono molte le patologie prevenibili mediante vaccinazione: basti citare l’epatite B, definita “malattia silenziosa” perché asintomatica anche per molto tempo, precedente alla sua manifestazione, spesso con danni irreversibili per il fegato, o la meningite, che in Italia colpisce ogni anno oltre 1.000 persone e che in assenza di un’immediata diagnosi e di una tempestiva terapia farmacologica risulta letale nel 70% dei casi di contagio.

Problemi risolvibili mediante un potenziamento dell’anagrafe vaccinale informatizzata, alla quale si sta lavorando affinché venga utilizzata ed aggiornata in tempo reale su tutto il territorio regionale.

La mappa regionale dei vaccini

La Sicilia dei vaccini

1 commento a "Prevenzione e salute, presentata
la prima mappa regionale dei vaccini
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  • Gabriel scrive: 7 marzo 2012 11:13

    Addio anticorpi(quelli veri)….

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