Le primarie ci saranno. Per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Ma chi si aspetta che a celebrare la selezione dei candidati interpellando iscritti o simpatizzanti sia il Partito democratico si sbaglia. L’annuncio dal coordinamento regionale del Pdl che si sta svolgendo a Palermo viene da Giuseppe Castiglione, uno dei coordinatori regionali. “Primarie di coalizione” dice ma sulla complessa identità della coalizione e quindi delle alleanze ancora è tutto da definire. Tanto che è sempre Castiglione a margine dell’incontro a dichiarare l’interesse del popolo delle libertà nei confronti di tutte quelle forze moderate, anche nuove che lavorano nel quadro politico regionale. Il riferimento è al Nuovo polo per la Sicilia che negli stessi minuti nasceva ufficialmente all’Ars raggruppando Fli, Mpa, Mps e Api federando di fatto quattro forze politiche esprimono 24 deputati regionali.

Il coordinamento regionale del Pdl inoltre tiene a battesimo la “ritrovata” unità del popolo della libertà dopo lo “strappo” annunciato dal capogruppo Innocenzo Leontini che sembrava ormai indirizzato verso la creazione di un movimento insieme a Pid e Grande Sud con la creazione di apposite liste elettorali. Progetto che dopo il colloquio dei giorni scorsi fra Leontini e Castiglione dovrebbe prendere una nuova fisionomia affidando a professionisti e non ai politici la composizione delle liste elettorali. Leontini, invece, è protagonista di un altro dissidio in queste ore, quello con il presidente dell’Ars Francesco Cascio. Ad opporli la tempistica relativa alla calendarizzazione della mozione di sfiducia al governatore Lombardo. Cascio insiste sull’inopportunità di discuterla subito e di rinviarla alle mancate dimissioni del presidente della Regione se non dovesse dimettersi il 29 luglio come promesso. Leontini insiste: sfiducia subito. E puntualizza: “Ognuno presenti il suo documento e alla fine se ne potrebbe votare un quarto che sintetizzi in maniera asettica la semplice sfiducia. A questo punto ognuno potrebbe esporre le proprie motivazioni in aula. Tutto questo perché non posso consentire al Pd, che in questi anni è stato la “stampella” di Lombardo, di rubarsi la scena. Cascio pensa di calendarizzare la sfiducia dopo il 28 luglio? Io la penso diversamente”.

edd