Il dato di affluenza ai gazebo è molto più basso del 2012, hanno votato circa 800mila persone in meno. Ma è decisamente più altro di quanto non ci si attendesse. Il voto rasenta i due milioni di elettori scongiurando un possibile flop. Da qualunque lato la si guardi non è una disfatta di votanti anche se non c’è da gioire ma un successo rispetto alle proporzione che ci si attendeva. Per Renzi una vittoria ampia che in Sicilia si ferma, però, al 62% con Orlando che raggiunge cifre rispettabili che nelle prime proiezioni eranio al 20% con un risultato siciliano leggerente superiore.

Ma a prescindere della scontata vittoria renziana e dall’altrettanto scontato calo di votanti, il dato è quello delle polemiche. Accuse di brogli e di voti irregolari un po’ dappertutto. Fa clamore il caso di Gela, la città del Presidente della Regione, dove il voto è stato annullato dalla commissione nazionale per il congresso. La notizia è stata comunicata all’unione provinciale del Pd di Caltanissetta. A Gela alle 13 avevano votato circa 1200 persone. Molte avevano pagato per votare. Gela è il comune del governatore Rosario Crocetta che è stato sindaco della cittadina.

Tutto nasce dall’apertura di un seggio non classificato che esponenti dei movimenti “Sicilia Futura”, facente capo a Salvatore Cardinale, e del “Megafono”, fondato dal governatore Rosario Crocetta, hanno definito “occulto” e “abusivo”. Un esposto è stato presentato dai ricorrenti alla magistratura, con la richiesta di annullamento delle votazioni, che a Gela si svolgono in un unico gazebo in piazza Martiri della Libertà.

Nella fase più acuta dello scontro verbale sono stati chiamati i carabinieri per impedire che il diverbio degenerasse, mentre la gente affluiva numerosa alle quattro postazioni del seggio. La bagarre è iniziata quando si è saputo che il presidente del seggio elettorale, Giorgio Donegani, per facilitare le operazioni di voto, ha disposto l’apertura di una quinta postazione all’interno dell’adiacente primo circolo del Pd, riservato agli iscritti al partito. Esponenti di Sicilia Futura, che sostengono Renzi, e i sostenitori di Emiliano hanno contestato l’apertura di quel seggio sostenendo che nessuno ne era stato informato. E quando si stava per chiuderlo e si pensava di trasferire le schede votate nelle urne delle quattro postazioni ufficiali è successo un pandemonio. Allora presidente, scrutatori e rappresentanti dei candidati hanno deciso di sigillare e di considerare nulli quei voti della sezione “abusiva”, con la riserva di legge dei ricorrenti perchè l’intera votazione venga ritenuta nulla. Contrari, perchè le operazioni di voto si sarebbero svolte secondo regolamento, Il presidente, Giorgio Donegani, il figlio, Miguel, ex parlamentare regionale, che sostengono Renzi, e il deputato regionale Giuseppe Arancio con l’ex parlamentare, Lillo Speziale, che sostengono Orlando. Le operazioni elettorali proseguono ora regolarmente in un clima apparentemente calmo.

Tornando allo spoglio a Palermo il segretario del partito parla di un succeso di Renzi. “In città – dice Carmelo Miceli – Matteo Renzi è al 70%, Andrea Orlando al 20% e Michele Emiliano al 10%”. ma a livello regionale

Da segnalare la performance della mozione Orlando nel Catanese che, secondo quanto riferisce Giuseppe Berretta, deputato Pd e coordinatore regionale della mozione Orlando in Sicilia “è superiore rispetto a quello ottenuto a livello nazionale e questo nonostante qui si sia registrato un incremento della partecipazione che non ha eguali nel resto del Paese”.

Da rilevare anhe il fatto che il voto annullato di Gela sarebbe stato a favore di Andrea Orlando che avrebbe vinto nella città di Crocetta che non avrebbe dato il suo voto a renzi ma nemmeno al candidto di Crocetta ovvero Emiliano.

“Un grande successo: le primarie del Pd in Sicilia hanno visto la partecipazione di oltre 100 mila persone” dice Fausto Raciti, segretario regionale del Pd. “Un dato – aggiunge – che smentisce le previsioni che hanno caratterizzato il dibattito sul paventato flop delle primarie. Il popolo del PD ha risposto, e si è riconosciuto nel passaggio identitario del partito, ovvero la partecipazione. Un ‘grazie’ alle migliaia di militanti che in questi giorni si sono dati da fare per permettere questo successo, e un ‘grazie’ a tutti i cittadini che hanno fatto la fila per scegliere la guida del partito”.

” Soddisfazione per il risultato siciliano di Emiliano” si dice il deputato regionale Pino Apprendi. “Abbiamo fatto una campagna elettorale, tutta in salita, senza risorse e con molti impegno. Abbiamo incontrato tanta gente che vuole ritornare ad essere protagonista nella politica – aggiunge – Speriamo che si torni ad una gestione pluralistica del Partito”.