Sarà Salvo Cocina, ex dirigente generale dela Protezione Civile regionale e oggi alla guida dell’Ufficio Speciale per la raccolta differenziata (quasi un parcheggio durante l’era Crocetta visti i poteri risicati della struttura) a sedere sulla poltrona chiave dell’assessorato regionale all’Energia ovvero il Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti.

Sostituirà Gaetano Velastro giunto solo pochi mesi fa in sostituzione, a sua volta, di Maurizio Pirillo spostato al Dipartimento regionale delle Autonomie Locali.

Cocina ha una esperienza specifica maturata nel settore che potrà mettere a disposizione di Musumci, nella sua funzione di assessore ai Rifiuti ad interim dopo le dimissioni di Vincenzo Figuccia, per la predisposizione del piano ordinario dei rifiuti, quel documento che dice chi deve fare cosa e come lo deve fare per organizzare prima di tutto la raccolta promuovendo la differenziata e poi il sistema di riciclo e discarica. L’emergenza è già in atto e dunque c’è un gran lavoro da fare per uscire dauna situazione che si trasacina da anni e che peggiora di giorno in giorno.

La nomina di Cocina è stata deliberata dalla giunta insieme alla scelta del segretario generale Maria Mattarella della quale si parla da settimane. L’ufficialità giunge ora dopo che la figlia del presidente della regione assassinato dalla mafia, Piersanti, e nipote dell’attuale presidente della Repubblica, Sergio, ha deciso di accettare l’incarico non senza essersi consultata con la famiglia e iniziare proprio da zio Sergio che in fondo è solo il Presidente della Repubblica.

Per il segretario generale uscente, Patrizia Monterosso, si profila un ruolo fuori dalla macchina regionale. Il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha deciso di ‘recuperarla’ a Palazzo dei Normanni ma senza un ruolo prettamenmte politico: guiderà la Fondazione Federico II, il braccio culturale del Parlamento siciliano.

Nella prima decade di gennaio arriveranno altre scelte e altre nomine che cominceranno a dare una immagine precisa della Regione così come la vuole disegnare Musumeci. I segnali di un ritorno a scelte dettate dalla competenza ci sono già.

Leggi anche

La Regione tira le orecchie alle ferrovie e mete in stand by il contratto di servizio