Quasi mille emendamenti, molti di spesa e soprattutto un centinaio di natura governativa che rappresentano una sfida al Parlamento, e quasi altri 200 provenienti dalla stessa maggioranza e fra questi molti di spesa.

E’ un percorso tutto in salita quello della finanziaria regionale. Si comincia da due emendamenti soppressivi alle norme inserite nel testo della finanziaria per cancellare la possibilità di edificare in zone di verde agricolo nelle aree limitrofe ad infrastrutture, aeroporti ed autostrade. Li ha presentati il deputato del Pd Filippo Panarello.

“Bisogna dire ‘no’ al continuo sfruttamento del territorio – dice Panarello – specie quello destinato a verde agricolo, che tanti danni ha determinato sotto il profilo urbanistico, naturalistico e paesaggistico”.

“Con il secondo emendamento – prosegue Panarello – chiedo di sopprimere la riproposizione della cosiddetta ‘sanatoria dei sottotetti’: non si possono continuare a presentare sanatorie e condoni, che sono in contrasto con le norme di buon utilizzo degli spazi urbani e con la strategia del Pd e del centrosinistra. Mi aspetto che l’aula – conclude – sostenga questi emendamenti e faccia prevalere la logica della salvaguarda del nostro territorio”.

Quelli di Panarello sono soltanto alcuni delle migliaia di emendamenti piovuti sulla Finanziaria regionale che tornerà in discussione lunedì alle 16. Una legge di stabilità senza un euro per lo sviluppo, senza neanche i soldi per le spese correnti (500 milioni sono accantonati e dovranno arrivare da Roma o non si potranno pagare neanche le spese ordinarie per tutto l’anno) ma con tanti tagli e tante promesse.

Una legge che è già stata ‘martoriata’ dall’intervento della Presidenza che ha stralciato 14 articoli di spesa fra i quali ci sono i contributi per i disabili, per i ciechi, per gli insegnanti di sostegno, i fondi per le start up, i fondi per l’uso dei forestali per il dissesto idrogeologico, l’intera tabella H.

Ma il governo riproporrà tutto in aula. Quasi una sfida alla Presidenza dell’Ars. al,meno un centinaio gli emendamenti governativi che riscrivono per intero l’impianto delle spese. Un altro centinaio gli emendamenti della Commissione Bilancio che,tecnicamente, sono emendamenti correttivi che vanno ad incidere sui conti, sulle copertura, sugli errori che si ritiene siano stati commessi.

A questi si aggiungono gli emendamenti della maggioranza che rischiano di essere quasi 600 e quelle delle opposizioni che potrebbero essere anche di più.

Insomma c’è la possibilità che si torni ai 2000 della commissione e si ricominci da capo. La stessa commissione aveva chiesto che i nuovi emendamenti fossero inviati solo telematicamente ma così non è stato e dunque gli uffici stanno affogando in una montagna di carta da coordinare, vagliare, verificare e predisporre in novanta copie per i lavori d’aula.

Ci sono, poi, gli emendamenti che pretenderebbero di tagliare tempi e liti come quello di Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Pse all’Assemblea regionale siciliana: “Ho presentato un emendamento alla finanziaria che consente di rendicontare le spese sostenute dal 1 gennaio 2014 purché conformi al Por 2014-2020. È una norma, questa, che permette di recuperare il tempo perduto, oltre due anni, sulla spesa dei fondi comunitari, e va nella direzione voluta dalla direttiva Ue 1303 del 2013. Inoltre mi sono fatto carico di ripresentare le norme sulle start up e gli acceleratori di sviluppo. Infine con un altro emendamento consento una più rapida liquidazione delle ex aree industriali”.

E, ancora, gli emendamenti dell’opposizione a iniziare dai 170 di Forza Italia che punta alo sviluppo “Priva di interventi per la crescita, la finanziaria 2016 farà andare ancora più a fondo la nostra Sicilia – dice il capogruppo Marco Forzese -. Forza Italia, decisa a fare cambiare rotta alla nave prima dello scontro con l’iceberg, propone tre norme che aiuterebbero la ripresa, a partire dal credito d’imposta: con 16 milioni di euro sarebbe infatti possibile giungere all’assunzione di 2 mila persone, dando ad ogni azienda 8 mila euro per ogni lavoratore assunto, in aggiunta a quello che già viene elargito dallo Stato. Quindi la trasformazione di IRFIS, che da garante tra imprese ed istituti di credito diverrebbe una vera e propria banca, capace di agevolare l’accesso al credito ad industrie, attività artigiani e commercianti. Infine il rafforzamento di IRCAC per meglio sostenere le realtà cooperative siciliane. Il nostro movimento vuole dare una scossa al governo regionale, nella consapevolezza che senza atti concreti la Sicilia andrà a sbattere”.

Il movimento 5 stelle ne ha preparati circa 300 e darà battaglia su tutti. Se si sommano quelli di gruppo misto, Mpa, Udc, si superano di gran lunga i mille documenti da analizzare compresi quelli, e non sono pochi, provenienti dalla maggioranza.

Un centinaio sono, infatti, gli emendamenti del Pd e fra questi ce ne sono anche alcuni che prevedono spesa e creeranno qualche impasse per la copertura.

Ma gli occhi saranno puntati soprattutto sulla riproposizione degli emendamenti governativi che suonano come un guanto di sfida lanciato da crocetta ad Ardizzone che ha stralciato quelle norme. per il presidente della Regione si tratta di stralci erronei visto che queste stesse norme avevano il parere positivo delle commissioni di merito e dunque, casomai, si sarebbero dovuti stralciare gli emendamenti di spesa aggiuntivi e non l’intera tabella H.

L’aria che si respira è già pre elettorale ma i soldi non ci sono quindi il rischio concreto è che in aula finisca come in commissione dove, nottetempo, si è sfiorata la rissa. da lunedì pomeriggio ci saranno 8 giorni di tempo per la battaglia finale