Mentre la Corte dei Conti certifica il fallimento della Regione siciliana bocciando il bilancio consuntivo 2016, Crocetta non si arrende. Secondo alcuni non capisce. Di certo, commenta il suo operato con toni trionfalistici. Ma è proprio il caso? In ogni modo, ecco le parole del governatore affidate ad una nota stampa ufficiale:

“Cinque anni fa, basti guardare la rassegna stampa dell’epoca, si parlava solo di commissariamento e di impossibilità di pagare persino gli stipendi per i dipendenti della Regione.
In quattro anni e mezzo abbiamo fatto un lavoro eccezionale, il più importante tra le regioni italiane, un lavoro che ha permesso di dare stabilità ai conti ed esprimere solidarietà. Solidarietà e rigore sono stati i termini del nostro impegno con la centralità di una lotta contro gli sprechi, la corruzione, le clientele”.

Crocetta porta esempio che ritiene concreti: “Cinque anni fa era il tempo della Tabella H, degli sprechi della sanità, erano i tempi in cui i forestali costavano il doppio di adesso. In questi anni abbiamo fatto denunce, ripristinato i conti e liberato una Regione, in un processo che deve continuare e non può fermarsi”.

Infine le rassicurazioni sul futuro: “In merito ai chiarimenti richiesti dalla Corte dei Conti entro il 19 luglio, ho già convocato una giunta per martedì, che dovrà nominare il nuovo Ragioniere generale ed approfondire le questioni sollevate. Con la consapevolezza che senza di noi in questi anni, la Regione sarebbe andata in dissesto e non si sarebbe salvata”.