Dopo la bufera sul coordinatore dell'Ufficio stampa di Palazzo d'Orleans

Lombardo: " La Rassegna ? Meglio comprarsi i giornali"

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25 agosto 2011 - È ridicolo aver parlato di censura a proposito della questione della rassegna stampa della Regione. Ho apprezzato il gesto di Piero Messina al quale confermo l’assoluta fiducia per il lavoro, per la lealtà e per la serietà del suo impegno”.

Così il presidente della Regione Raffaele Lombardo rompe il silenzio dal suo blog ed interviene sul caso, sollevato la settimana scorsa da “Repubblica”, a proposito di una circolare inviata dal coordinatore dell’Ufficio stampa Piero Messina in merito alla “rassegna” della Presidenza. A seguito delle polemiche Messina si è pure dimesso dall’incarico.


“Condivido con lui – aggiunge Lombardo- che si faccia una rassegna stampa agile e che tenga conto anche delle cose che il governo porta avanti. Non si tratta di una linea editoriale ma di una linea politica e amministrativa che credo meritino di essere conosciute da chi legge la rassegna stampa della Regione”.

“Una rassegna – aggiunge il governatore- che potrebbe essere fatta in casa, visto che abbiamo in organico 21 giornalisti. Ricordo che alla Provincia di Catania la rassegna era realizzata da tre giornalisti, nell’ottica degli interessi della Provincia. Non ha senso stampare 200 pagine, sarebbe un volume che nessuno leggerebbe. Credo invece che un gruppo di giornalisti che hanno, liberamente, la capacità di selezionare degli articoli debbano scegliere quelli che sono più utili per una classe politica che legge quella rassegna stampa nell’ottica degli interessi della Regione”.

Ma la parte più interessante dell’intervento di Lombardo sta alla fine, con una stoccata che sottolinea la sua insoddisfazione, più volte manifestata in pubblico, sul prodotto, e su questo elefantiaco apparato giornalistico da lui ereditato: “Sfuggono articoli di giornali – scrive- che sono di grande interesse. Io stesso molto spesso vado rintracciando articoli che mi vengono segnalati via sms da qualche amico e che direttamente o indirettamente hanno un significato importante per un presidente, un assessore, un deputato o un dirigente regionale”.

La conclusione è sferzante: “Peraltro, al di là della selezione delle 20 pagine di rassegna, è bene che ciascuno di noi compri i giornali con i propri soldi oppure
utilizzi quella dozzina di giornali che riceviamo quotidianamente: potremo avere il piacere di sfogliarli così da rintracciare gli articoli che riteniamo più opportuno leggere“.

Ma allora perché non la aboliscono ? Nessuno ne sentirebbe la mancanza.

(gm)

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