Quattro mesi o poco meno per fare un nuovo piano rifiuti o l’emergenza torrnerà a presentarsi più grave di prima. E’ la proroga ottenuta dal Presidente della Regione e che dovrebbe essere firmata in settimana dal Ministro Galletti, Ma come risolvere in quattro mesi ciò che non si è riuscito a fare in anni?

Per uscire dall’emergenza rifiuti esiste una via non troppo complessa e che permette di arrivare a buoni risultati in tempi abbastanza stretti.

La proposta parte dalla Lega dei popoli – Noi con Salvini ed è firmata Alessandro Pagano. Il responsabile per la Sicilia occidentale dei salviniani si rivolge al Presidente della Regione e da alleato (o quasi visti gli eventi legati alla formazione della giunta) propone la sua soluzione per i rifiuti.

Una soluzione che passa da una parziale privatizzazione e da una sostanziale liberalizzazione del settore della differenziata “E’ necessario consentire a tutte quante le piccole e medie imprese che ne hanno i requisiti di legge, di acquistare liberamente dai cittadini siciliani le varie frazioni dei rifiuti solidi urbani, per poi rivenderle sotto forma di semi lavorati per l’industria – dice Pagano a BlogSicilia – solo così il conferimento di carta, cartone, alluminio, vetro, ma anche dei materiali ferrosi, di quelli elettrici ed elettronici, oltre che della frazione umida residuale, di tutto quanto cioè oggi buttiamo in discarica, può essere trasformato. Quella che oggi è una tassa ingiusta, ci riferiamo alla tassa sui rifiuti, i cui importi sono il triplo della media nazionale, può essere quasi del tutto azzerata”.

Pagano non si ferma all’idea di liberalizzazione commerciale “Anzi c’è di più! Dobbiamo consentire ai privati, che possono anche essere gli stessi centri commerciali, i supermercati o le botteghe dove facciamo la spesa, di ritirare e recuperare i rifiuti selezionati e di pagarceli a vista! Mentre per quanto riguarda la frazione umida, basta stipulare delle convenzioni con le aziende agricole che potrebbero trarre un’enorme vantaggio, trasformando in compost tutti quegli scarti animali e vegetali che, per adesso, rappresentano solo un grave problema igienico sanitario. In realtà si tratta di materiali del tutto biodegradabili, che avvalendosi di metodi naturali, quali l’utilizzo dei lombrichi possono essere tranquillamente avviati verso la loro totale decomposizione diventando un ottimo concime”.

Praticamente l’uovo di Colombo. Per Pagano è necessario togliere la gestione diretta a Regione e Comuni che hanno dimostrato di non essere in grado di farla se non gravando sui cittadini e sull’ambiente “Tutto ciò può essere possibile se togliamo di mezzo l’intromissione parassitaria e la gestione assolutamente inefficiente dei comuni o della Regione che sono buoni solo a caricarci di costi di gestione impropri e fuorilegge. Quando invece i materiali riciclati potrebbero diventare una grande ricchezza diffusa che genererebbe, tra l’altro, migliaia di nuovi posti di lavoro vero in un settore che, in Veneto o in Germania, ci riferiamo proprio al settore del riciclo dei rifiuti, è in fortissima espansione. Oltre tutto, in Sicilia, siamo ulteriormente dei fuorilegge e veniamo sistematicamente multati dall’Unione Europea, proprio perché continuiamo a sotterrare tutto quanto in discarica favorendo, peraltro, una ristretta cerchia di imprenditori. Anche la burocrazia regionale non sta facendo una bella figura alimentando sospetti su prassi opache o nella migliore delle ipotesi facendosi notare per inefficienza”.

Ma prima ancora che la ‘mala gestio’ degli Enti Pubblici Pagano teme il disastro ambientale che deriva dal sistema di smaltimento siciliano e le infiltrazioni criminali “Questo terribile disastro gestionale, ad opera degli enti pubblici, sta ancora una volta prepotentemente emergendo con l’inchiesta catanese di questi giorni, che è ancora in corso e che ha portato peraltro a numerosi arresti ed al sequestro preventivo di oltre 30 milioni di euro di beni accumulati, attraverso delle pratiche illegali. Non crediamo di scoprire l’uovo di Colombo se diciamo, al neo Governatore della Sicilia, Nello Musumeci, e al suo assessore con delega ai Rifiuti ed Energia, Vincenzo Figuccia di raccordarsi con Luca Zaia, per seguire l’esempio di una Regione virtuosa, dove i cittadini, le imprese ed i comuni, riescono a trarre degli indubbi vantaggi economici ed ambientali da una sana, corretta e legale gestione del ciclo dei rifiuti”.

“La Regione ed i comuni, in altri termini, anche in Sicilia, – conclude Pagano – per quanto attiene la gestione dei rifiuti, devono fare dei passi indietro, limitandosi a programmare, controllare ed autorizzare, correttamente e legalmente, tutte quelle aziende private che operano nel settore della piccola, grande e media distribuzione commerciale, o che si occupano più direttamente della raccolta differenziata e nella produzione industriale dei materiali riciclabili”.