“Chi ha tempo non aspetti tempo è sempre stato il mio motto fin da quando ero sindaco quindi non faremo passare tempo invano ma non mi faccia sbilanciare troppo sui tempi, dobbiamo fare cose ben ponderate e nei tempi giusti. Penso che entro un anno, poco più o poco meno, potremo dar vita ad una macchina regionale migliore”.

L’assessore regionale alla Funzione Pubblica e alle Autonomie locali Bernadette Grasso spiega a BlogSicilia come cambierà la Regione e come la farà diventare efficiente per il cittadino ma senza dimenticare i dipendenti regionali il cui contratto è scaduto ormai da un decennio e che ‘meritano’ un rinnovo.

“Rinnovare il contratto dei dipendenti regionali è un impegno che abbiamo preso come governo e che intendiamo mantenere. Ma a me non piace parlare solo del ‘quantum’. Insomma non possiamo fermarci ai soldi e agli aumenti e su questo ho già avuto abboccamenti informali con i sindacati. Questa è l’epoca della responsabilità e dobbiamo parlare di servizi efficienti e di interesse dei cittadini. Martedì ci siederemo al tavolo con i sindacati e in quella sede voglio parlare di efficientamento, di servizi da rendere al pubblico, di Regione amica, di formazione del personale, di rimodulazione delle piante organiche e di spostamento di personale là dove serve prelevandolo dai dipartimenti ingolfati. E poi, naturalmente, di rinnovo dei contratti anche sul fronte economico. Insomma dobbiamo parlare di questione giuridiche e organizzative e di questioni economiche”.

L’assessore ha una visione chiara ma non vuole impegnarsi sui tempi perchè sono troppe le emergenze e le cose da fare. Dunque si dà un orizzonte generale di un anno per fare le cose di cui parla tenendo presente che ci sono tanti passaggi prima di arrivare ad un piano organico e pensato.

“Dalla prima ricognizione della situazione si evidenziano servizi ingolfati di lavoro dove sarebbe opportuno avere maggiore personale, ed altre strutture con forse più personale di quanto non ne serva. da un lato è un problema organizzativo ma dall’altro è anche una questione di opportunità. Capita, infatti, che ci sia personale fuori posto. Spostarlo da un incarico ad un altro non può essere fatto senza tenere conto della conoscenze, delle capacità e dell’esperienza maturata. Ed è per questo che parlo di formazione. E0 necessario che il personale che verrà inviato a coprire alcuni servizi specifici dove c’è carenza debba essere formato per svolgere quella attività se non ha esperienza o qualifica specifica. insomma dobbiamo evitare di lasciare tutto affidato alla buona volontà del singolo”

Assessore in questo senso c’è un’ampia piattaforma del Cobas/Codir che in diciassette pagine avanza una serie di proposte anche giudiche e organizzative. Vi si parla di tanti settori dell’amministrazione

“Ho avuto quel documento e gli ho dato una scorsa anche se non sono ancora entrata nel dettaglio. Lo farò nei prossimi giorni ma in linea di massima mi sembra che si parta da buone basi di confronto ovvero dall’intenzione di fornire all’amministrazione una macchina più efficiente, al cittadini servizi migliori e così dare anche maggiore soddisfazione al personale”.

C’è, però, il problema della risorse. Dove prenderete i soldi per gli aumenti?

“Come le dicevo martedì sarà il giorno del primo incontro ufficiale con i sindacati, In quella occasione avremo al tavolo anche l’assessore all’economia Gaetano Armao. Certamente dovremo fare i conti con le risorse. Avviamo un discorso con la consapevolezza che faremo tutto ciò che si potrà fare nell’attuale situazione. Ma lo faremo tutti insieme guardando a ciò che si può fare senza cercare di attingere al libro dei sogni”.

Ma l’attenzione dell’assessore e del Governo sarà incentrata proprio sull’efficienza dei servizi “Il personale deve essere messo nelle condizioni di rispondere il maniera rapida a ogni esigenza. Non è ammissibile che a fronte di esigenze specifiche si impieghi un anno e mezzo per stilare, ad esempio, una graduatoria oppure quasi un anno per rilasciare un parere. Servono tempi certi, burocrazia efficiente e questo migliorerà anche i rapporti con i cittadini e inciderà positivamente sull’economia e sullo sviluppo di questa terra. Noi possiamo farlo con un razionale utilizzo del personale, mettendo lo stesso personale in condizione di fare bene il proprio lavoro e sono certa che creando le giuste condizioni la macchina regionale funzionerà meglio”.

Una rivoluzione copernicana, dunque, partendo da concetti che sono, però, quasi l’uovo di Colombo. Concetti di buon senso e di buona amministrazione “Per essere sicuri di fare bene queste riforme organizzative – conclude Bernadette Grasso – abbiamo già avviato una discussione con la Regione Lombardia. So che anche il Presidente dell’Ars sta predisponendo accordi di collaborazione con il Presidente dell’Assemblea Lombarda. L’idea è quella di mutuare le buone pratiche che vengono messe in atti lì e duplicarle anche qui da noi. Basta con la Regione canaglia e inefficiente, vogliamo che la Sicilia diventi una regione normale se non proprio e non subito virtuosa”.

Martedì il primo confronto ma intanto sul tavolo dell’assessore ci sono le emergenze che vanno dai precari alle risorse necessarie alle ex province fino ai commissari per gli Enti di area vasta.