“Questa mattina sono stato raggiunto da un’ordinanza che ha disposto nei miei confronti la misura degli arresti domiciliari per ipotesi di reato, delle quali sono certo di potere dimostrare l’insussistenza. Pur consapevole della mia assoluta estraneità a qualsiasi episodio delittuoso, nonché dell’infondatezza delle ipotesi di reato oggetto di accertamento da parte dell’Autorità giudiziaria, mi sento in dovere – fino a quando non sarà chiarita la mia posizione personale – di autosospendermi con effetto immediato dall’esercizio delle funzioni di Presidente nazionale dell’ANFE e di Presidente regionale dell’ANFE Sicilia, al fine di garantire la regolare prosecuzione delle attività in corso, che coinvolgono centinaia di persone e lavoratori”.

Lo ha scritto ieri sera ai componenti del direttivo dell’Anfe, Paolo Genco, il Presidente arrestato dalla Guardia di Finanza perchè accusato di aver messo in piedi una gigantesca frode ai danni della stessa anfe e della Regione siciliana.

“Sono fiducioso nella rapida e positiva risoluzione di questa vicenda – continua al breve lettera di Genco – che matura in un contesto sociale ed economico molto difficile per la formazione professionale, settore in cui l’ANFE opera, come sapete, da più di quarant’anni e che negli ultimi anni è stato colpito da una crisi irreversibile, come ho avuto modo di rappresentarvi più volte in sede di Direttivo nazionale”.

A rendere pubblica la lettera di genco è la stessa Anfe che precisa: “L’Associazione è fiduciosa nel buon operato della Magistratura e garantirà la regolare esecuzione delle proprie attività con l’impegno che l’ha sempre contraddistinta”.

Intanto prosegue l’inchiesta per accertare il ruolo delle sei persone indagate con Genco e con l’altro destinatario di provvedimento restriuttiro della libertà ovvero Baldo Di Giovanni titolare della società che avrebbe emesso le fastture fittizzie e di una delle società a cui erano intestati gli immobili che secondo la Finanza sarebbero stati acquistati con i frutti del raggiro e riaffittati all’Anfe.