Rimborsi spese per quasi 6300 euro in soli 4 mesi. E’ quello che è stato pagato, in base ai mandati liquidati lo scorso anno, al Presidente dell’Ast Massimo Finocchiaro. Si tratta dei mandati di pagamento dal numero 4602 al 4605 emessi dall’Ast sull’esercizio finanziario 2016 che riportano la voce ‘nota rimborso spese per missioni e trasferte Presidente’.

L’Azienda siciliana trasporti ha, dunque, rimborsato al suo presidente missioni e trasferte relative ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2016. Spese sicuramente effettuate e rimborsi certamente dovuti. Esiste, però, un limite imposto da un decreto assessoriale ai rimborsi che gli enti regionali possono pagare ai propri amministratori, un limite che è stato imposto in sede di spending rewiev per evitare che il sistema dei rimborsi potesse essere oggetto di abusi ma anche e soprattutto per contenere la spesa regionale che rischia di andare fuori controllo.

La norma in questione risale al 2012. Con decreto firmato dall’allora assessore regionale all’economia si pongono una serie di limiti di spesa alle società a totale o prevalente partecipazione regionale. Il decreto in questione è il numero 28/gab emanato in data 20 luglio 2012.

Le limitazioni sono tante e sono contenute in 14 punti all’articolo 1 del decreto. Prima di tutto si congelano i tetti di spesa fissandoli al 50% delle spese sostenute nel 2011, ma poi ci sono limiti ad incarichi e consulenze, al numero dei telefonini di servizio, obbligo di contratti collettivi di lavoro, l’obbligo di rendere disponibili per altri usi istituzionali eventuali locali di proprietà in disuso anche parziale. Insomma una serie di disposizioni di buon senso per il contenimento della spesa.

Fra queste campeggia il comma 6 dell’articolo 1 che recita: “Le spese di trasferta degli amministratori  non possono eccedere il 10 per cento dell’emolumento, determinato ai sensi dell’articolo 20 della legge regionale 11/2010 mentre quelle dei direttori generali non possono eccedere il 5% del compenso stabilito contrattualmente.

Il comma 4 dell’articolo 20 della l.r. 11/2010 è quello che limita a 50 mila euro il compenso massimo, compresi benefit, concedibile a ciascuno componente degli organi di amministrazione delle società partecipate regionali, e specifica che tale compenso è omnicomprensivo.

Dando per certo che l’amministrazioone Crocetta abbia messo in pratica la legge e le disposizioni pedissequamente, il compenso massimo possibile per il presidente dell’Ast ammonta a 50mila euro, e di conseguenza i rimborsi massimi in un anno a cinquemila euro. In realtà il compenso di Finocchiaro, in base a quanto riportato sul sito dell’ente, ammonta a 35mila euro dunque il limite in questione sarebbe di 3500 euro.

C’è, dunque, una incongruenza nei mandati di pagamento emessi dall’Ast e relativi ai soli quattro mesi presi in esame?

“Nessuna incongruenza – spiega a BlogSicilia il Presidente dell’Ast Massimo Finocchiaro – perchè la maggior parte di questi rimborsi sono relativi alle spese che sostengo per recarmi dal mio domicilio messinese alla sede di lavoro in Ast. Sono cifre ricorrenti stabilite in base a tabelle Aci decurtate per legge. Il limite si riferisce, invece, alle missioni”.

Finocchiaro è prodigo di dettagli nella telefonata in cui spiega perchè ritiene che sia tutto perfettamente in regola e poi parla dell’esigenza di riformare la legge “Il limite imposto dal legislatore – dice – è certamente frutto dell’esigenza di contenere la spesa e controllarla ma questo 10% ci mette in grande difficoltà come amministratori. Se Bruxelles mi chiama, e nel caso specifico questa è una trasferta, cosa faccio non vado perché ho esaurito il limite di spesa? L’impianto andrebbe rivisto introducendo meccanismi flessibili che tengano conto di circostanze particolari. Ma questo è un altro tema che ritengo, comunque, importante”.