L’assemblea regionale di sinistra italiana approva un documento che esprime sostegno alla candidatura di Claudio Fava alla presidenza della Regione siciliana. “Sinistra Italiana – si legge nel documento – sarà  impegnata nel processo di costruzione di una lista forte, unitaria e competitiva e di un programma di cambiamento per la Sicilia insieme alle altre forze politiche e sociali della sinistra siciliana”.

Accolta, dunque, la proposta della Segreteria che proprio con l’appoggio a fava aveva aperto a Caltanissetta l’assemblea regionale. Presente in funzione di garante dell’assemblea il responsabile nazionale Enti Locali Paolo Cento. La lista della Sinistra da presentare alle regionali dovrebbe essere una sola e l’indicazione della segreteria ora sposata dall’assemblea conferma le voci che circolavano da tempo. Niente alleanze con il centro sinistra, ma neanche con Rifondazione e dunque nessuna unità della sinistra neanche extra Pd. Ottavio Navarra, proposto da Rifondazione, non riesce ad unire.

Una posizione che fa il paio con il via libera a Fava già espresso da Mdp art 1. Proprio ieri il leader di Mdp, Bersani, si era anche pronunciato sull’ipotesi di ricompattamento della sinistra attraverso primarie. Una scelta ormai non più praticabile per Bersani. Non ci sono più i tempi ne le condizioni.

A questo punto i giochi sembrano quasi fatti e lunedì o al massimo martedì le candidature potrebbero essere definite. Intanto nel Pd Renzi prende le distanze dalle scelte siciliane. Non sconfessa nessuno ma precisa chela candidatura civica gli è stata richiesta e per questo non fa proprio il risultato siciliano quale che esso sia. E qualcuno nel Pd pensa anche all’eventualità di mollare l’idea Micari se questo può tornare ad aggregare, come Antonello Cracolici secondo il quale biosgna evitare che Crocetta corra da solo e riaggregare l’intero centrosinistra

Bisognerà, comunque, attendere la scelta finale di sinistra Italiana dalla quale, probabilmente, dipenderà anche la scelta che dovrà poi fare il Presidente Crocetta ancora in campo ma che qualcuno da pronto a ritirarsi dalla competizione anche se le condizioni necessarie non sembrano al momento potersi realizzare

SI attende, infine, la pubblicazione in gazzetta del decreto di convocazione dei comizi elettorali e i termini ufficiali per la presentazione delle candidature che, votando il 5 novembre, non dovrebbero essere molto lontani, al massimo un paio di settimane.

Si concrentrano, invece, sugli avversari i verdi siciliani. “Alcuni recenti sondaggi indicano in Sicilia il centro-destra vincente. E’ il risultato di un’amministrazione degli ultimi anni inadeguata e inefficiente – dice Nadia Spallitta – Senza politiche economiche attente, di contrasto alla povertà ed in favore dell’occupazione. Il frutto dell’assenza di capacità di innovazione, di ricerca, di investimento, della scarsa volontà di valorizzare l’agricoltura, i beni ambientali, quelli culturali, storici, artigianali, etc. Così mentre la Sicilia decresce, arretra, si svuota, si imbruttisce e si inaridisce, il centro-destra, stando alle statistiche, gongola e cresce. Anche se a guardare bene è difficile scorgere le reali differenze degli schieramenti politici. Coalizioni opposte apparentemente, ma poi nei fatti, nelle modalità di gestione del potere e nei risultati, assolutamente similari. Pronti tutti a governare in modo trasversale, secondo logiche obsolete, disinteressate a trovare soluzioni ai problemi che lasciano fuori dalle scelte prioritarie, gli interessi reali del territorio e dei cittadini. Espressione di una stessa tipologia di classe dirigente, che da oltre 30 anni impedisce ogni crescita alla nostra terra e costringe, soprattutto le nuove generazioni, alla fuga”.

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