Il caso dello skipper di Diego Cammarata

Palermo, sì a segreto professionale per una giornalista pubblicista

giornalisti

9 gennaio 2012 -  La terza sezione del Tribunale di Palermo ha riconosciuto alla giornalista pubblicista Maria Letizia Affronti il segreto professionale sulla fonte di una notizia.

Il collegio presieduto da Vincenzina Massa, che sta giudicando per abuso d’ufficio e truffa il sindaco Diego Cammarata e lo skipper Franco Alioto, per la vicenda denunciata dal Tg satirico Striscia la notizia, ha ritenuto legittimo il rifiuto della Affronti di indicare chi le avesse fornito l’input per l’indagine giornalistica sfociata poi nel processo ora in corso.

Secondo l’accusa il primo cittadino avrebbe utilizzato un operaio comunale sulla barca di famiglia. Il riconoscimento del segreto professionale ai pubblicisti non è pacifico: l’articolo 200 del codice di procedura penale prevede infatti che se ne possano avvalere solo i professionisti e nei mesi scorsi il Tribunale di Enna aveva condannato la corrispondente del quotidiano La Sicilia Giulia Martorana per non avere rivelato la fonte di un’informazione.


Contro questo tipo di interpretazione restrittiva della legge hanno sempre protestato l’Ordine dei giornalisti e il sindacato, la Fnsi e l’Associazione siciliana della Stampa, pronti a sostenere la Martorana nel ricorso da presentare alla Corte d’Appello di Catania.

«Il riconoscimento del segreto professionale alla collega Maria Letizia Affronti è un passaggio molto importante e ribadisce quanto abbiamo sempre sostenuto, e cioè che chiunque svolge attività giornalistica in forma professionale ha diritto alla tutela del segreto sulle informazioni di carattere fiduciario», ha commentato il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena. “Ci auguriamo – prosegue – che l’ importante decisione del tribunale di Palermo possa essere presa a modello anche da altre autorità giudiziarie, prima fra tutte quella di Enna, che nei mesi scorsi ha condannato la collega pubblicista Giulia Martorana e che sta ancora processando l’altro pubblicista Josè Trovato, per essersi comportati allo stesso modo”.

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