saranno circa 2.000 le nuove unità abitative
Social housing anche in Sicilia: entro settembre la pubblicazione del bando
Una nuova politica abitativa che consentirà alle famiglie disagiate e monoreddito di coronare il sogno della casa. Una risposta alle esigenze abitative di molte giovani coppie che non possono permettersi un canone mensile per un appartamento né hanno diritto ad usufruire degli alloggi di edilizia popolare perché dispongono di un reddito, seppur minimo.
Il social housing diventerà realtà anche in Sicilia. Il regolamento di attuazione del piano di edilizia sociale convenzionata, reso possibile dalle legge regionale 1/2012, è stato illustrato stamane nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Villa Malfitano di Palermo e alla quale hanno preso parte Andrea Vecchio, assessore regionale Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Aricò, assessore regionale al Territorio e Ambiente e l’assessore all’Economia Gaetano Armao.
Saranno circa 2.000 le unità abitative disponibili in Sicilia, su un totale di 15.200 alloggi dislocati in tutta Italia, secondo quanto stabilito dalle legge 133/2008 (Piano nazionale di edilizia abitativa).
Il bando, che sarà presentato entro settembre, riguarderà gli interventi di edilizia sociale nelle zone A (centri storici), b (zone edificabili), c (zone di espansione), prevista una deroga per le zone D (industriali ed artigianali). Accanto alla costruzione di nuovi edifici, la riqualificazione di abitazioni già esistenti ma che versano in condizioni di degrado. Su questo aspetto punta l’accento l’assessore Vecchio: “Il social housing – dice – ha lo scopo di migliorare l’aspetto del tessuto urbano grazie al partenariato pubblico-privato. Attenzione ai fraintendimenti – aggiunge – requisito essenziale è che i nuclei familiari abbiano un reddito, avranno diritto ad un mutuo agevolato ma devono essere ritenute in grado di pagare le relative rate”.
Dopo la presentazione dei progetti da parte dei Comuni, gli stessi avranno un anno di tempo per l’inizio dei lavori, finanziati da una Sgr, Società di gestione risparmio, gestita da una società che la Regione siciliana istituirà con un bando.
La Sicilia ha già sottoscritto l’accordo di programma quadro tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e le regioni Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto e Provincia autonoma di Trento) che ha portato alla costituzione di un Fondo Nazionale per il social housing: 740 milioni di euro di risorse pubbliche (di cui 298 statali) e quasi 2 miliardi di fondi statali, ai quali si aggiungono 140 milioni di euro già stanziati dal Cipe per le categorie sociali svantaggiate.
Al fondo immobiliare, potranno partecipare i comuni nei quali si costruiranno gli alloggi, donando terreni di proprietà pubblica e saranno remunerati da quote del fondo di importo pari al valore di mercato del suolo.
“Abbiamo intenzione di destinare – annuncia l’assessore Aricò – una ingente quantità di fondi per alcuni comuni della provincia di Messina, devastata dalle recenti alluvioni, e per il comune di Favara, interessato da disastrosi crolli nel centro storico”.
Al fondo per l’abitare sociale, nel quale la Regione versera’ 30 milioni di euro, parteciperà anche la Cassa depositi e prestiti Sgr (Cdpi Sgr) con risorse nazionali per un 40% del totale, circa 20 milioni di euro. Il fondo potrà ricevere interventi da privati e si pensa che possa raggiungere la quota totale di circa 70 milioni di euro.



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