
27 gennaio 2012 - Nuove alleanze tra camorra e mafia siciliana. Nelle prime ore della mattinata, la Squadra Mobile di Caserta congiuntamente al Centro Operativo D.I.A. di Roma, e con l’ausilio della Squadra Mobile di Trapani, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della citata Procura partenopea, in relazione ai reati di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, illecita concorrenza, detenzione e porto illegale di armi da guerra, reati aggravati dalla metodologia mafiosa, nei confronti di: Nicola Schiavone il marsalese Sfraga Antonio, Sfraga Massimo Antonio di Mazara del Vallo (TP), Gaetano Riina di Corleone (TP), Gagliano Carmelo di Marsala (TP), Coppola Pasquale di Brusciano (NA).
È stato ribadito l’impianto investigativo da cui era emersa la strategica alleanza tra il clan dei Casalesi-gruppo Schiavone e Cosa Nostra siciliana, finalizzata controllo monopolistico dei trasporti su gomma da e per i principali mercati ortofrutticoli del centro e del sud Italia.
Infatti, la misura in argomento costituisce il prosieguo dell’Operazione c.d. “Sud Pontino”, coordinata dalla D.D.A. di Napoli, conclusasi nel maggio 2010 con l’emissione di oltre 60 ordinanze di custodia cautelare in carcere, che aveva svelato le infiltrazioni ed i condizionamenti del clan “dei Casalesi-ala Schiavone” nelle attività dei principali mercati ortofrutticoli del centro e del sud Italia, imponendo il monopolio dei trasporti su gomma alla ditta “La Paganese” di San Marcellino (CE), formalmente intestata all’imprenditore Pagano Costantino, attualmente detenuto, ma riconducibile direttamente alla famiglia “Schiavone”, ed in particolare ai gruppi capeggiati da Schiavone Francesco di Nicola, alias Sandokan, ed al cugino Schiavone Francesco, di Luigi, alias “Cicciariello”.
Inoltre, era emersa l’importanza assunta dal clan “dei Casalesi” che, al fine di aggiudicarsi il controllo esclusivo nello strategico settore dei trasporti dei prodotti ortofrutticoli sulle tratte da e per la Sicilia, aveva stretto una vera e propria alleanza con esponenti di spicco della Mafia siciliana e con i loro emissari imprenditoriali, che controllavano il commercio all’ingrosso e la distribuzione di tali beni nei principali mercati dell’isola.
Grazie ai collaboratori di giustizia è stato possibile acquisire nuovi e gravi indizi a carico dei destinatari della presente misura restrittiva. La Questura di Caserta e la Dia di Roma, rendono pubbliche attraverso un comunicato le dichiarazioni del collaboratore Costa Gianluca che confermano le alleanze strette tra i Casalesi ed i vertici di Cosa Nostra siciliana, tra cui Riina Gaetano, fratello di Salvatore, ed i fratelli Sfraga, referenti imprenditoriali delle famiglie “RIINA-MESSINA DENARO” nel settore della distribuzione all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli. Proprio alla luce di tale contributo, la D.D.A. ha contestato a RIINA Gaetano, ai fratelli Sfraga ed all’imprenditore Gafliano Carmelo, titolare di una ditta di trasporti a Marsala (TP), il reato di concorso esterno all’associazione di tipo mafioso “clan dei Casalesi”. Al riguardo, il Costa ha fornito un importante contributo sulle strategie imprenditoriali del Pagano Costantino che, attraverso i fratelli Sfraga, intendeva acquisire il controllo esclusivo dei trasporti da e per i mercati della Sicilia Occidentale, offrendo in cambio un accesso privilegiato sui mercati campani e su quello strategico di Fondi, estromettendo tutti gli altri vettori campani.
iIn cambio del monopolio esclusivo dei trasporti sulle tratte Sicilia Occidentale-Campania-Fondi si offriva agli imprenditori SFRAGA la forza di intimidazione del clan “dei Casalesi” per consentire loro di ampliare e consolidare le loro posizioni commerciali nei mercati campani ed in quello di Fondi (CE).
L’accordo con la mafia siciliana permetteva al Pagano Costantino di divenire il punto di riferimento e, quindi, di fatto controllare tutti i padroncini e le piccole imprese di trasporti, campane, siciliane e calabresi, che intendevano lavorare sulla stessa tratta.
Secondo quanto si e’ appreso uno dei sei destinatari delle ordinanze eseguite stamani sarebbe stato segnalato nell’ambito della protesta dei ‘Forconi‘ in Sicilia. Nei giorni scorsi il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, aveva lanciato l’allarme sull’infiltrazione di elementi legati alla criminalita’ organizzata nel movimento agricolo dei ‘Forconi‘.
Mafia, nuova provvedimento cautelare per il fratello di Totò Riina
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Bellissima Azione finalmente mi sento di approvare quello che hanno fatto quelli di Casapound, ovviamente come per la vi...
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Lumia ha chiesto e ottenuto le dimissioni di Lombardo. Basta con questa storia di Lombardo. Il Partito democratico ha so...
Se il Sindaco Orlando inizia così allora non abbiamo capito proprio niente. La maggior parte della gente che lo ha vot...
Parole pienamente condivisibili. Quello che non capisco è perchè l'on.Lumia continua ad appoggiare il governo Lombardo...
In questo strano Paese la Storia quasi mai insegna. In Italia, più di ogni altra cosa, é necessario un salto culturale...
non capisco il perchè la digos di Palermo ogni volta che deve venire il presidente deve vietare qualsiasi manifesto o p...
Un fatto é: Abbiamo debiti e dobbiamo pagarli. Mi astengo di altri commenti (Ma sono da capire con "fumetti simbolici...
Mxxxxa; e io che ho preso 37 voti alla riunione di condominio per eleggere l'amministratore? C'è un posto per me in que...
Ma tu guarda che coincidenze…………………………………..
CHE TRISTEZZA!ALLORA AVEVA RAGIONE LO BELLO..
la mafia che conta abita nei palazzi alti.Vogliono far passare il binomio:SICILIA UGUALE MAFIA.Usano questi trucchetti per tenerci a testa bassa