La Finanziaria siciliana comincia dall’articolo 2. Si perchè l’articolo 1 è stato accantonato. Ricomincia da 2 ma a 2 si ferma. E l’assurda sintesi di una settimana di lavoro dell’Assemblea regionale siciliana.

Solo un articolo approvato su 42 che compongono la manovra. Un articolo che stanzia 122 milioni e 200 mila euro di euro per il funzionamento di Città Metropolitane e Liberi Consorzi, le ex province insomma. Secondo calcoli frettolosi e imprecisi per il funzionamento ne servirebbero almeno 160 anche se dalla Regione dicono che non è così. A dimostrare che qualcosa non torna c’è un unico emendamento approvato, proposto a titolo personale dal relatore della Finanziaria, Vincenzo Vinciullo, che assegna priorità per la spesa di queste somme al pagamento degli stipendi. Insomma mettiamoli da parte altrimenti rischiamo che non bastino.

Nel dettaglio l’articolo stanzia 91 milioni per i liberi Consorzi Comunali e per le Città Metropolitane, cioè per le ex Province. Questa somma si aggiunge ai 19.150.000 di euro già stanziati per l’assistenza ai ragazzi e alle ragazze diversamente abili, in modo da poter frequentare le aule scolastiche, e ai 12 milioni che si libereranno a fine giugno.Il totale, quindi, fa 122.200.000 euro.”Con questa norma – dice Vinciullo – intendiamo garantire gli stipendi dei lavoratori ed evitare che queste somme possano essere utilizzate per altre finalità”.

Ma tolto questo risibile risultato il dato è l’assoluta mancanza di accordo su tutto e la riconvocazione dell’aula per mercoled’ 26 aprile. Resteranno 4 giorni o poco più sabato e domenica compresi. Il solito rush finale nel corso del quale passerà probabilmente tutto e di tutto senza il tempo di guardare i documenti.

Ma in scena, in queste ore, va anche un Presidente della Regione in trincea che protesta e lancia appelli molti dei quali per correggere provvedimenti del suo governo e della sua maggiorana. Insomma un Presidente solo che combatte contro se stesso allo specchio.

In testa la vicenda dei Comuni per i quali non è stato ancora stanziato un solo euro che, anzi, si sono visti sottrarre il controoo su 34 milioni die 340 del fondoa loro destinato e già dimezzato. Soldi che dovranno essere obbligatoriamente utilizzati per i disabili. I Comuni protestano per questo ulteriori scippo, ma protestano anche contro la norma sulla decadenza dei sindaci che non riescono ad approvare i bilanci. E Crocetta cosa fa? Protesta anche lui.

“Quando i comuni presenteranno i ricorsi – dice – la Regione siciliana si costituirà ad adiuvandum degli enti locali. So che il Cga ha ritenuto la norma sulla decadenza dei sindaci incostituzionale, ma la presidenza della Regione la deve applicare, ecco che la mia coscienza mi impone di essere al fianco dei Comuni”. Mercoledì prossimo una delegazione di sindaci incontrerà il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone per discutere, oltre alla contestata norma, anche dei ridotti trasferimenti di denaro agli enti locali.

In effetti Crocetta aveva tentato di disapplicarla quella legge ma il Cga con un parere chiaro, gli aveva detto che non era nelle sue facoltà, così come ricorrere contro la legge approvata dal suo Parlamento.

P0i c’è la vicenda dei dasabili, E anche qui Crocetta fa i suoi conti che non tornano a nessuno tranne che a lui. Ma dopo aver capito di aver preso un granchio dietro l’altro ora il governatore tenta di gettare la colpa sugli uffici dell’assessore Baccei, scomparso dalla scena per evitare altri attacchi di provenienza governativa. “Mi rifiuto di pensare – prosegue il Presidente – che la Ragioneria generale faccia una norma senza copertura economica. Gli uffici stanno lavorando, io rispondo della volontà politica, per me il fondo sulla disabilità deve essere di 240 milioni di euro”.

Tutto senza contare che c’è sempre in piedi la protesta dei dipendenti regionali che si sono visti scippare i soldi del fondo pensioni per finanziarare, con i loro contributi, l’assistenza ai disabili e questo provvedimento porta la firma personalmente del governatore.

In questa grande confusione si va tutti a riposare dopo una faticosa settimana. Anche i deputati grigliano nel lungo week-end del 25 aprile e lo fanno da sabato a martedì. Si torna in aula mercoledì alle 16 con 41 articoli da vagliare e 800 emendamenti da discutere e 580 milioni da trovare. Si perchè sembra che in questo marasma manchino anche fondi per pareggiare il bilancio