Intervista al candidato Rosario Crocetta
“Sono io l’unico vincente.
Il Pd ne prenda atto”
“Qualcuno si attendeva l’aut aut, cioè il fatto che mi venisse chiesto di ritirarmi. Non è accaduto. Sono una delle candidature in campo per il Pd che sta percorrendo una strada di confronto con gli alleati”.
Porta a casa un risultato fin qui convincente Rosario Crocetta, eurodeputato democratico che ieri ha incontrato il capo della segreteria nazionale del Pd, Maurizio Migliavacca. Una “apertura” che non gli impedisce di dire che la sua è la “sola proposta nata in modo moderno. Io non mi faccio fare l’appello da quattro amici – dice riferendosi evidentemente a Claudio Fava di Sel – il mio nome e la mia storia stanno determinando una rivolta della base del Pd”. Si parla di candidatura alla presidente della Regione siciliana in una legislatura ormai agli sgoccioli per le imminenti dimissioni del governatore Lombardo.
Nel Pd, dice Crocetta, la sua è l’unica candidatura in campo nella rosa . “So che i partiti a livello nazionale hanno fatto sondaggi e sono sempre il primo in queste consultazioni, come fare a scartare il candidato naturale?” si domanda l’eurodeputato che professa anche la sua totale disponibilità alle primarie “ma che si facciano subito, senza tentennamenti e senza l’attesa di decidere prima gli alleati e dopo l’elaborazione dei programmi: “La mia è una candidatura che mette in campo un’esperienza di governo senza precedenti. Se governi Gela puoi governare dappertutto; avere determinato una svolta antimafia che non ha precedenti in nessuna città siciliana è una medaglia importante e anche un’esperienza molto forte”.
Capitolo Lombardo: su questo Crocetta non si nasconde dietro un dito pur mostrando una posizione aperturista: “Le alleanze le scelgono i partiti e il quadro delle alleanze cambia se io sono candidato da solo o in un sistema di partiti. Non c’è dubbio che l’Mpa deve risolvere al suo interno la questione Lombardo. Dico da un anno che avrebbe dovuto dimettersi. Oggi non staremmo qui a parlare di lui. I partiti devono capire che il lombardismo è finito. Dobbiamo parlare come fosse il primo agosto”.
Quindi Crocetta stringe le maglie della sua partecipazione alle elezioni regionali di ottobre e anche della partecipazione di chi sarà inserito nella sua lista del presidente: “Non voglio indagati in lista. A nessun titolo né per mafia e nemmeno per reati contro la pubblica amministrazione. E non sono colpevolista, si tratta di prendere precauzioni in una terra dove il sistema mafioso controlla la politica, riesce a controllare il sistema burocratico, è nella gestione degli appalti ed anche nell’anima dell’imprenditoria locale”.



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