Come ampiamente annunciato il Consiglio dei Ministri ha formalizzato, nella seduta di oggi, l’impugnativa nei confronti della legge regionale approvata l’undici agosto di controriforma delle province. Le motivazioni sono quelle tradizionali. La norma regionale è in contrasto con, la Riforma nazionale, la nota legge Delrio, che viene considerata dal consiglio dei Ministri come grande riforma di sistema e dunque autonomaticamente in vigore anche nelle regioni a Statuto Speciale.

La controriforma approvata dall’Ars in agosto aveva causato, proprio in questi giorni, la decadenza deki sindaci metropolitani di Palermo, Catania e Messina, Orlando, Bianco e Accorinti, anche se ancora la Regione non ha nominato i commissari.

La notifica dell’impugnativa, però, non fa decadere la norma che resta in vigore fino alla modifica da parte dell’Ars o fino al pronunciamentod ella Corte Costituzionale. Il presiden te della regione, inoltre, ha la facoltàò di mantenerla in vigore con una sempliuc epromulgazione e resistendo davanti alla Corte Costituzionale. Ma non sarà questo il caso vistoc he Crocetta ha detto chiaramente in molte sedi di essere contrario ad una norma che cancellava tutte le sue riforme.

Di fatto ad oggi visto che l’Ars è in regiome di prorogatio e visto che la norma non sarà promnulgata ne modificata, le province siciliane piombano nel caos normativo.

A plaudire all’impugnativa, ennesimpo schiaffo allo statutos icilaino, è il presidente dell’ars che questa autonomi dovrebbe difendere. Per Giovanni ardizzone “La decisione del Consiglio dei ministri rimette ordine, anteponendo, come è giusto che sia, le istituzioni ai fini non nobili che in maniera trasversale, dal centrodestra al Movimento 5 stelle, ma anche con pezzi del centrosinistra, si volevano perseguire. Quello messo in piedi era un evidente obbrobrio giuridico che avrebbe definitivamente pregiudicato gli interessi della collettività piegandoli alla semplice governance. Un atto di un trasversalismo unico al quale mi sono volutamente sottratto perché le istituzioni vengono prima. Tiriamo, comunque, un sospiro di sollievo perché nonostante tutto rimangono le tre Città metropolitane, grazie al cui riconoscimento sono stati sottoscritti i Patti per il Sud”.

Nei giorni scorsi l’applicazione di questa norma era stata anche alc entro di polemiche fra il governatore Crocetta e i sindaci metropolitani.

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