Anche quest’anno la caserma Lungaro della polizia a Palermo rendere omaggio agli agenti di scorta uccisi nelle stragi di Capaci e via D’Amelio. Questo pomeriggio il presidente del Senato Pietro Grasso e il ministro dell’Interno Angelino Alfano hanno deposto una corsa di fiori accanto alla lapide che riporta i nomi degli agenti.

Via alle manifestazioni in ricordo della strage Falcone in aula bunker (FOTO e VIDEO)

Grasso e Alfano sono stati accolti, tra gli altri, dal presidente della Regione Rosario Crocetta, dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, dal prefetto del capoluogo siciliano Antonella De Miro e dal questore Guido Longo.

“La mafia non molla ma nemmeno lo Stato. Anzi, lo Stato fa di più. Il di più è stato un progredire di leggi e soprattutto un’azione fortissima sul regime detentivo e anche sulla aggressione patrimoniale, perché non va mai
dimenticato che i mafiosi mettono in conto la possibilità di finire in carcere, ma non di stare al 41 bis e poveri”. L’ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, alla caserma Lungaro per deporre una corona di fiori in ricordo di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta morti nella strage di Capaci nel 1992.

“Abbiamo puntato sulla confisca dei beni e sul carcere duro – ha aggiunto – ed è quello che continueremo a fare”.

“La mafia non molla ma nemmeno lo Stato. Anzi, lo Stato ha fatto di più: il progredire di leggi e soprattutto da un’azione fortissima sul regime detentivo e anche sull’aggressione patrimoniale. Non deve mai essere dimenticato che i mafiosi mettono nel conto di finire in carcere, ma non di finire al carcere duro e neanche di finire poveri perché gli sequestriamo e gli confischiamo i beni. E’ quello che abbiamo fatto e continueremo a fare”.

Il titolare del Viminale ha anche parlato del fronte immigrazione in vista del periodo estivo in cui gli sbarchi sulle coste siciliane aumentano in modo esponenziale.  “Noi abbiamo numeri in calo rispetto all”anno scorso. Ci stiamo preparando e sempre con maggiore efficienza nel caso in cui non si stoppi la rotta libica, di certo c’è che non siamo più l’emergenza in Europa”.

“Non siamo più l’emergenza né per quanto riguarda il numero dei migranti presenti e neppure rispetto alla popolazione – prosegue Alfano – ci sono Stati che ci precedono un questo rapporto”.