Dopo la conferenza stampa a Palazzo d’Orleans di Raffaele Lombardo, in cui il governatore ha fatto il punto sul presunto rischio default della Regione Sicilia, si è innescata un’altra polemica su una frase adoperata dal presidente siciliano: “C’e’ qualche pseudo industriale che mi chiede di licenziare 50 mila dipendenti, ma io non metterò mai sul lastrico 50 mila famiglia. Piuttosto vada a morire ammazzato chi lo chiede”, ha detto.

Poco dopo, su alcuni giornali on line e soprattutto sui social network vari esponenti politici hanno associato la frase in questione al vice presidente nazionale di Confindustria, Ivan Lo Bello.  Il numero due di viale dell’Astronomia, come riporta la versione on line de Il Fatto Quotidiano, ha replicato: “Per quanto riguarda l’epiteto ‘vada a morire ammazzato’ voglio sperare che lo abbia detto in un momento di smarrimento, altrimenti sarebbe molto grave tenuto conto delle sue frequentazioni”.

Il vicepresidente di Confindustria definisce Lombardo “un uomo in grave difficoltà, anche psicologica. Per cercare di aiutarlo – continua – lo posso invitare in azienda da me, anche perché sto nello stesso posto da cinquant’anni, anche se sono consapevole di quanto Lombardo sia refrattario rispetto alle aziende, avendo lavorato in questi anni per penalizzare il sistema delle imprese, tranne qualcuno, come la Basilotta”.

In serata, Lombardo rilasciando una dichiarazione alle agenzie, ha precisato: ”Nella frase ‘incriminata’ non ho mai fatto riferimento a Ivan Lo Bello, ma ho parlato di uno pseudo industriale secondo cui la ricetta per salvare le casse della Regione è quella di licenziare i dipendenti regionali. Ribadisco di non avere mai fatto riferimento a Lo Bello”.