Tv, su Rai3 puntata dedicata a Totò Riina
Oggi, alle 12.55, su Rai 3, la puntata di “Correva l’anno” sarà dedicata a Totò Riina, il Capo dei Capi.
Oggi, alle 12.55, su Rai 3, la puntata di “Correva l’anno” sarà dedicata a Totò Riina, il Capo dei Capi.
Anche Antonino Ciavarello, il genero di Totò Riina, ha ricevuto l’avviso di garanzia, facente parte di un’organizzazione dedita alla produzione ed alla vendita di lauree false.
Una volta, un tal Luciano Liggio, amico e a “stissa cosa” di Totò Riina, si lamentò con la Cupola di Cosa Nostra, perché da detenuto non era più tenuto in debita considerazione.
È ripreso stamattina, nell’aula bunker dell’Ucciardone, il processo al generale del Ros Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato alla mafia per il mancato arresto di Bernardo Provenzano (ottobre 1995).
Onore per il suo disprezzo all’ipocrisia di quella classe dirigente siciliana che gli ha girato le spalle in modo infame all’inizio delle sue prime vicende giudiziarie comportandosi come se non sapessero che era figlio di “Don Vito” mentre prima lo corteggiavano proprio per questo e per i suoi rapporti con i vertici della “Cosa Nostra Siciliana”.
Si è inaugurato oggi con la visita della villa che fu il covo palermitano del boss Totò Riina, da poco assegnata all’Ordine dei giornalisti della Sicilia, il percorso educativo sulla legalità.
Ogni tanto per fortuna arriva qualche buona notizia e che fa ben sperare sul fatto che uomini dal passato violento possano redimersi e disconoscere l’uso della violenza.
Ho letto con particolare interesse l’articolo pubblicato oggi su LiveSicilia a proposito dei pizzini di Mimmo Raccuglia. I pizzini rinvenuti al momento del suo arresto, così come quelli ritrovati a Provenzano e i Lo Piccolo, dimostrano che Cosa Nostra palermitana non è alla ”frutta”.
Di mafia non tanto bisogna parlarne, ma si deve. Metterla da parte significherebbe fare il suo gioco, perché l’attuale strategia di Cosa Nostra è tramare nel silenzio: fu Bernardo Provenzano ad imporre questo nuovo modus operandi ed è in corso.
Sig. Massimo, Lei ha ragione. Non si può scegliere il posto dove nascere, ma decidere sul proprio futuro all’insegna della Legalità, sì. Mi creda, anch’io feci una scelta non facendomi ammaliare dalle Sirene che decantavano la possibilità di far parte di quella struttura che era ed è una vergogna tutta italiana: Cosa Nostra
Ieri alla redazione di BlogSicilia è arrivata la seguente e-mail (copiata ed incollata): “Ciao, sono francese, e avrei voluto essere in contatto con Gaetano RIINA, non un scherzo! mi avrei fa piacere di potere lui parlare, perche io amira suo fratello TOTO RIINA, ma non so dove contatti il signore, grazie de lui dare il mio messaggio, buona giornata, pauline”.