manifestazione antiracket nel palermitano
Tano Grasso incontra gli imprenditori di Partinico

A Partinico gli imprenditori che si sono ribellati alla mafia non verranno mai più lasciati soli. E’ questo il messaggio emerso dall’incontro che si è svolto martedì sera a Partinico al quale hanno partecipato Tano Grasso, presidente della Federazione Antiracket Italiana, Enrico Colajanni di Libero Futuro, il sindaco di Partinico, Salvo Lo Biundo e gli imprenditori che hanno aderito all’associazione antiracket Libero Jato è partito da un’analisi storica sul fenomeno della presenza mafiosa a Partinico.
Solo contro Cosa nostra era stato lasciato nel 1996, Salvatore Cassarà, titolare di un supermercato di Partinico costretto ad abbandonare la sua città per trasferirsi al nord sotto altra identità per aver detto no ad una richiesta di pizzo da parte del clan Vitale.
Molti imprenditori sono intervenuti raccontando senza giri di parole e in prima persona le difficoltà del contesto di penetrazione mafiosa nel sistema economico locale che ha caratterizzato il passato. Sono state ricordate le esperienze di Salvatore Cassarà, scampato alle rappresaglie di Vitale grazie alla protezione dello Stato e di Giuseppe La Franca, il bancario ucciso per volontà di Vito Vitale nel 1996 per essersi ribellato alla mafia.
Grasso, nel corso del suo intervento, ha spiegato i meccanismi tecnici di un sistema rodato di denuncia collettiva che da vent’anni garantisce sicurezza per gli imprenditori che denunciano grazie alla schermatura rappresentata dall’associazione antiracket che agendo come soggetto collettivo permette di non esporre mai inprima persona chi decide di ribellarsi al pizzo. Durante il dibattito sono stati chiariti i criteri di controllo interno in collaborazione con le forze dell’ordine per evitare l’infiltrazione di imprenditori in contatto con ambienti malavitosi. Il sindaco di Partinico, Salvo Lo Biundo, ha inoltre ribadito che “l’adesione all’antiracket e al consumo critico non rappresenta un bollino blu perguadagnare verginità da sfruttare in termini economici ma una scelta di vitadecisa e chiara. Le istituzioni stanno partecipando direttamente a questo processo di emancipazione antimafia che sta vivendo la nostra comunità. Nessun imprenditore verrà più lasciato solo”.



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