L’appello che circola sul web riconduce dritto al claim della campagna elettorale di Rosario Crocetta. “La rivoluzione è già in moto” è un cartello di 160 firmatari di un appello rivolto al presidente della Regione, Rosario Crocetta per nominare nella squadra degli assessori, il deputato regionale del Pd, il lettiano Pino Apprendi. Già deputato regionale, Apprendi che in Sicilia si rifà alle posizioni del senatore Pd, Beppe Lumia non è riuscito a centrare il risultato nella tornata del 28 ottobre non riuscendo a sedere di nuovo fra gli scranni di sala d’Ercole.

Il suo nome era circolato sin dalle primissime ore del dopo voto nonostante i ripetuti tentativi di “tacitare” le indiscrezioni, ora ritorna prepotentemente d’attualità. Dopo che il senatore Giuseppe Lumia ha annunciato di non avere intenzione di entrare in giunta nonostante le “ripetute richieste del presidente”- come ha dichiarato a BlogSicilia - e nel giorno in cui, ieri, all’Astoria Palace nel corso di una convention  per sostenere la candidatura di Pierluigi Bersani alle primarie del 25 novembre, l’ex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici spara a zero su tutto e tutti: “Crocetta sta portando avanti un progetto importante, ma serve equilibrio fra la necessità di interpretare il sentimento di antipolitica e la necessità di portare avanti la buona politica” ha detto mandando a dire al presidente che le sue esternazioni insoddisfatte sui “tentennamenti” dei partiti politici rischiano di alimentare il vento dell’anticasta.

“Crocetta è il presidente del popolo siciliano, ed è giusto che interpreti anche il sentimento di chi non lo ha votato, e di chi non è andato a votare. Ma, ripeto, all’antipolitica si risponde con la buona politica, non facendo a gara a chi è più antipolitico” continua. Per poi intervenire nel pieno del dibattito attorno alla composizione della giunta regionale: “Credo che il governo debba avere un profilo e un progetto politico, a prescindere dalla presenza o meno di deputati in giunta – sostiene Cracolici - La rivoluzione in Sicilia si fa con le regole, cioé con le leggi che devono essere approvate dal parlamento: dunque, senza il parlamento, non si fa la rivoluzione”.

“Il Pd è la principale forza della coalizione di governo alla Regione, mi auguro che il partito sia capace e all’altezza del ruolo e che non prevalgano ancora una volta i tatticismi” sostiene Cracolici rivolgendosi stavolta ai vertici del suo partito verso i quali rivendica un’altra delle sue convinzioni. E cioè che “prima a Roma ci guardavano come i panda, come quelli da “proteggere” perché andavamo incontro a sconfitte annunciate. Grazie al lavoro che abbiamo fatto in questi anni, e con la candidatura di Crocetta, abbiamo stravolto un copione che sembrava già scritto”.

Una “coincidenza” quella dell’appello a favore di Pino Apprendi (che in tanti consideravano in pole position per la delega alle attività produttive, affidata a Linda Vancheri, vicina al presidente regionale di Confindustria Sicilia, Antonello Montante) che potrebbe spingere Crocetta a derogare sulle richieste che lui stesso aveva indirizzato ai partiti: no a deputati assessori – per non impoverire la già sguarnita schiera di deputati che sostengono la sua traballante maggioranza – e nemmeno ad assessori ex deputati come ha suggerito invece, il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo. Il dubbio è: Apprendi che il presidente Crocetta non ha mai negato di giudicare positivamente, rappresenterà in giunta la rappresentanza dell’area Cracolici-Lumia? O sarà considerato fuori dalle lottizzazioni di corrente? Al Pd, al cui interno non sono ancora definite le indicazioni degli assessori per la giunta che dovrebbe essere definita nel corso del vertice programmato per giovedì prossimo a Roma, spetterebbe l’assegnazione di quattro poltrone. All’Udc tre più un assessore tecnico oltre all’indicazione di un tecnico gradito a Pd e a Confindustria, ovvero la Vancheri nominata ieri.