Assenza di avvisi acustici per i ciechi ai binari con pericolo di investimento. Assenza di braille alle macchinette dei biglietti, percorso tattile che finisce contro le barriere o comunque non adeguato. Spazio insufficiente per il passaggio delle carrozzine. La metropolitana di Palermo, stracolma di barriere architettoniche, non è a misura di disabili.

ANCHE A CATANIA LA METRO E’ OFF LIMITS PER I DISABILI

E’ il risultato di una ispezione parlamentare nelle stazioni e sui vagoni svoltasi stamattina. A partecipare il deputato nazionale di Ala Saverio Romano, il deputato regionale di Udc Totò Lentini, Ada Orsatti, non vedente e presidente di Aila, Associazione italiana Lotta abusi, Salvatore Bravo, referente regionale di Aila e sua figlia Margherita Bravo, madre di un minore disabile in carrozzina.

La ‘spedizione’ inizia alla fermata Imperatore Federico. Questo è quanto raccontano i protagonisti di questo ‘viaggio’ – potremmo dire – nell’arretratezza e non inclusività della città di Palermo.

“Non c’è biglietteria alla fermata Imperatore Federico e occorre essersi procurati altrove i documenti di viaggio. La macchinetta obliteratrice non è a norma: non e’ in braille e non ad altezza di disabile in carrozzina. Gli scivoli per raggiungere il piano sottostante sono privi di percorsi tattilo- plantari. L’ascensore non ha comandi in braille ne’ voce automatica che segnala i piani. Il disabile e’ come in una cella buia: brevissimo l’intervallo delle porte dell’ascensore e la carrozzina rimane incastrata sulle guide. Una volta raggiunto il piano sottostante, nessuna indicazione della linea di sicurezza prima delle rotaie: solo una linea gialla, ma i non vedenti come possono capire che non devono spingersi oltre? Manca il percorso tattilo-plantare!”.

Ma c’è di più: “Le vetture non hanno lo stesso livello del marciapiede e non si capisce come possa, un disabile, salire sul mezzo. Ma la barzelletta più divertente e’ quella che sentiamo dopo da una gentile dipendente Trenitalia ‘il disabile paga il biglietto, l’accompagnatore no’. Ada Orsatti strabuzza gli occhi ‘in nessuna città d’Italia avviene ciò’. A questo si aggiunga che sulla vettura sono previste due pedane a griglia per affermare biciclette ma nemmeno una per le sedie a rotelle dei disabili. Continua il nostro percorso: giunti alla stazione Notarbartolo, dopo aver seguito i percorsi tattilo-plantari che non portano da nessuna parte e in assenza di un semaforo che ci faccia raggiungere la zona dei Tram, cerchiamo di fare biglietto e Ada Orsatti chiede se anche un disabile e’ tenuto a pagare per la corsa: risposta di un dipendente Amat ‘si, i disabili pagano, come tutti, ma avviene che qualcuno di noi li faccia passare ugualmente’. ‘In nessuna città d’Italia – commenta la Orsatti – i disabili pagano per viaggiare sui mezzi pubblici. Sono esentati previa esibizione del tesserino di invalidità rilasciato dalla Asl’.

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Lo sconfortante racconto continua: “I veicoli del Tram sono a norma, ma in alcune fermate non vi è lo spazio sufficiente per scendere e in altre ci si ritrova davanti ad una inferriata. Giunti al Terminal- Cep del tram seguiamo il percorso tattilo-plantare che porta dritti dritti ad una cabina in muratura e ad una inferriata: è’ assurdo, commenta Romano: come sono state collaudate queste opere e da chi?’. Si riprende la corsa di ritorno e il dislivello tra il marciapiede e il mezzo impedisce di salirvi ‘non c’è’ pedana – commenta un autista, ma volontariamente e se non impegnati, aiutiamo il disabile ad accedere al tram’. ‘Disabili prigionieri della città di Palermo, che vivono un disagio nel disagio, abbandonati a se stessi. Serve un piano urbanistico per la disabilità’, con le indicazioni per rendere sicuri e agevoli i loro spostamenti’. ‘Strutture pubbliche della mobilità’ – rileva Toto’ Lentini – sia di Trenitalia sia di Amat, sprovviste di accessibilità’ sensoriale. Biglietterie automatiche off limits, senza codici braille e fuori dalla portata dei disabili’. ‘Chiederemo rispettivamente – spiega Romano- alla Camera dei deputati e all’Assemblea regionale, la convocazione urgente nelle commissioni preposte, dei dirigenti di Trenitalia, di Amat e del Comune di Palermo perché’ rispondano di queste evidenti inadempienze, oltre che del mancato rispetto, da parte delle amministrazioni comunali, del PEBA, piano di eliminazione delle barriere architettoniche’.

“Nelle stazioni ferroviarie siciliane ci sono troppe barriere architettoniche che impediscono ai disabili la possibilità di accesso e la fruizione dei servizi. E’ una vergogna e una distrazione inaccettabile sulla quale la Regione deve chiedere azioni correttive immediate a Trenitalia” prosegue Lentini che già sin dal mese di marzo ha depositato una mozione all’Assemblea Regionale sulla concreta attuazione della normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

“Mancano tutti gli accorgimenti previsti dalla legge – dice Lentini – per consentire alle persone con disagi fisici di fruire dei treni. Pedane di accesso, percorsi per non vedenti, itinerari protetti, sono totalmente assenti. Tutto ciò è inaccettabile. La Regione e lo Stato hanno il dovere di intervenire per garantire che in Sicilia non ci siano cittadini di serie A e di serie B”.