"Mancato arresto Provenzano fu frutto di un accordo"

Trattativa, i Pm di Palermo la contestano a Mori

Mori

11 novembre 2011 -  La Procura di Palermo ‘rilancia’, e al processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu accusati di favoreggiamento aggravato, contesta agli imputati due nuove aggravanti. In particolare la nuova ipotesi accusatoria vede nell’accordo tra Cosa nostra e pezzi delle istituzioni la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano a Mezzojuso, che è l’oggetto del processo in corso davanti al tribunale di Palermo
Al solo Mori, i Pm Antonio Ingroia e Antonino Di Matteo, contestano di aver stipulato un accordo “in cambio della cessazione della strategia stragista di Cosa nostra” che “prevedeva la concessione di benefici di varia natura all’organizzazione criminale ed il protrarsi della latitanza di Bernardo Provenzano, garante mafioso dell’accordo”. Ad entrambi gli ufficiali dell’Arma, invece, viene ora anche contestato di avere commesso il fatto “con abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti alla pubblica funzione da loro rispettivamente ricoperta”.
L’iniziativa dei Pm ha provocato la sospensione del processo perchè si rende necessaria la notifica agli imputati, oggi assenti in aula, della nuove contestazioni. Il processo riprenderà quindi il prossimo 9 dicembre. I Pm, inoltre, hanno informato la difesa di Mori e Obinu di aver depositato due verbali del 2009 e del 2010 di Agnese Borsellino e uno dell’ex capo dell’ufficio detenuti del Dap Sebastiano Ardita.


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