La prima volta senza Sergio Mattarella. Almeno per la cerimonia ufficiale. Il presidente della Repubblica non ha preso parte, per la prima volta in 36 anni, alla commemorazione ufficiale del fratello Piersanti, presidente della regione assassinato sotto casa mentre entrava in auto per andare a messa, il giorno dell’epifania del 1980.

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Ma il Presidente della Repubblica non mancherà di rendere omaggio ad un fratello la cui storia ha segnato profondamente la sua vita, la sua famiglia, la sua carriera, i suoi affetti. Lo fà, però, lontano dai riflettori. il suo aereo è atterrato a Palermo solo alle 9,30 quando la cerimonia stava già svolgendosi in via LIbertà e il portiere di casa alle 10 lo aspettava già con il portone aperto. Lui, Sergio Mattarella, alla lapide del fratello va da solo e lontano dai clamori come è ormai consuetudine da quando è diventato presidente della repubblica. Riservato o addirittura schivo Sergio Mattarella lo è stato sempre, oggi più di prima.

Così alla commemorazione ufficiale c’erano il presidente del Senato Piero Grasso, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente della Regione Rosario Crocetta, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che hanno ricordato Piersanti Mattarella, nel giorno del 36mo anniversario
del suo omicidio per mano mafiosa. Un minuto di silenzio è stato osservato nel ricordo dell’allora presidente della Regione e corone di fiori sono state deposte nel luogo dell’eccidio in via Libertà.

Fra i presenti il Questore Guido Longo e il nuovo Prefetto di Palermo Antonella De Miro. Era il 6 gennaio 1980 quando Piersanti Mattarella fu crivellato a morte dal suo assassino mentre a bordo della sua auto si stava recando a messa con la famiglia.

“L’emozione è  sempre la stessa – ha detto il Presidente del Senato -. Dopo tanti anni Piersanti Mattarella rimane un simbolo ancora attuale di quella idea di rinnovamento della Sicilia che è stata portata avanti con lentezza, con il sacrificio di tanti uomini, ma che ancora non è conclusa. Dobbiamo continuare a mobilitare, sia come istituzioni sia come cittadini, tutte le risorse e le speranze per potere avere quella mobilitazione generale al fine di realizzare quello che Piersanti voleva cioè un Paese migliore, cambiato, assolutamente fuori dalle beghe della corruzione, del malaffare. Serve una mobilitazione generale per realizzare quello che Piersanti Mattarella voleva: un Paese migliore, cambiato, assolutamente fuori dalle beghe della corruzione, del malaffare. Un Paese con le carte in regola, come diceva lui”

Anche il presidente della Regione Rosario Crocetta ha voluto ricordare il suo predecessore “Ricordare Piersanti Mattarella vuol dire ricordare l’attualità della lotta alla mafia, al malaffare che sono state le cause dei problemi di questa Regione. Ci aiuta a capire che quel che abbiamo di negativo in Sicilia oggi viene dal passato, dove una parte del mondo politico ed economico era colluso con la mafia e Mattarella voleva sgominare quel sistema ed è stato ucciso per questo. Ha pagato un prezzo altissimo per la nostra libertà e il nostro riscatto”.

Ma è stato sempre il Presidente del Senato Pietro Grasso, ricordando la sua attività di investigatore ad attrarre l’attenzione “I mandanti sono stati tutti condannati – ha detto parlando del delitto Mattarella –  sebbene sia rimasta qualche ombra, come in tanti dei misteri del nostro Paese. Io non dispero. Un giorno la verità, tutta la verità, verrà a galla perché è innegabile ci sia stato un tentativo di depistaggio, il che
lascia presupporre che ci siano delle parti ancora oscure”