Martedì 11 alle ore 11. Passa da questo gioco di date e di orari l’avvio dell’ultima sfida di Crocetta alla sua maggioranza, a quegli amici che amici non sono mai stati. Inizia domani, infatti, il lungo e difficile percorso d’aula della Finanziaria, quel documento stravolto dalla Commissione bilancio rispetto all’impianto del governo e che lo stesso governo vorrebbe rimettere in carreggiata proprio a Sala d’Ercole.

Ma rimettere le cose a posto sarà davvero difficile visto che una maggioranza non esiste più e che il clima pre elettorale ha fatto esplodere tutti i contrasti e le contraddizioni dei mesi e degli anni scorsi ma senza più eccessivi timori degli alleati di perdere i posti in giunta, le poltrone, i luoghi da cui creare qualche clientela.

Così nei prossimi venti giorni si capirà non solo che documento finanziario uscirà dall’aula nell’ultima tornata di scelte eonomiche di questa legislatura, si capirà anche come si andrà al confronto elettorale, insomma se esiste il rischio concreto di una chiusura anticipata della legislatura, di uno socntro e di un rimpasto di governo, di un governo del Presidente o chissà cos’altro.

I segnali più forti continuano ad arrivare da Centro, quell’ex Udc che è stato a lungo il fulcro dei lealisti scontenti e lamentevoli ma comunque leali all’alleanza elettorale.

Per la moderata Marghjerita La Rocca Ruvolo“E’ ormai chiaro che le forze moderate devono unirsi e rafforzarsi sul territorio, perché rappresentano l’unica alternativa credibile tra i populisti e coloro che ancora credono di resuscitare un bipolarismo che non esiste più. Io penso che il fronte moderato possa essere l’alternativa spendibile anche in Sicilia in vista delle prossime regionali; anzi I tempi sono maturi e opportuni, proprio per fare partire dalla nostra Isola la proposta politica di Casini, Alfano e D’Alia”.

Ma in casa Centristi c’è anche Marzo Forzese del quale si erano perse le tracce negli ultimi anni “Anche in Sicilia dobbiamo mettere da parte gli individualismi dei singoli partiti e avviare il progetto di ricostruzione di una vasta area moderata, in grado di unire tutte quelle forze che hanno a cuore una proposta politica e amministrativa costruttiva per la Sicilia, isolando i populismi che tutto criticano, estremizzano e nulla propongono”.

“Nei prossimi mesi in Sicilia ci saranno le elezioni amministrative e poi le regionali – scopre Forzese – e l’Isola potrebbe essere il primo laboratorio politico di un’area moderata che si vuole allargare il più possibile, avvicinandosi alla gente, a ogni singolo cittadino che vuole dare il suo contributo. La nostra regione, d’altra parte, storicamente si è sempre contraddistinta per essere stata antesignana di proposte politiche che poi si sono diffusi nel resto d’Italia e che hanno costruito la Storia del nostro Paese”.
Ma se i Centristi parlano e gli altri stanno in silenzio questo non vuol dire che le posizioni sia diverse. Al contrario il silenzio in casa Pd significa dibattito intenro alla ricerca del nome del candidato, significa preparzione di qualcosa che dovrà accadere da qui a breve. Il terreno di confronto sono, certamente, le amministrative e non è detto neanche che la partita delle regionali si giochi, poi, realmente il 5 novembre come pre annunciato dal governatore. Lui, per parte sua, di dimettersi non ne vuole sapere perchè continua a considerarsi un combattebnte anche se lo smaoto lo ha persona datempo. Forse era durato il primo anno di attività, il tempo per i siciliani di rendersi conto. La prima sfida è e resta, dunque, quella della Finanziaria. Si aprano le danze